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Omicidio di Ercolano, la procura: «Palumbo voleva uccidere», indagato per duplice omicidio. Raffica di colpi mentre i ragazzi andavano via

Secondo la procura non ci sarebbe nessun elemento che i due ragazzi stessero preparando un furto

Si aggrava la posizione di Vincenzo Palumbo che resta in stato di fermo come «gravemente indiziato» per il duplice omicidio volontario di Giuseppe Fusella, 26 anni, e Tullio Pagliaro, 27 anni. Secondo la procura di Napoli, le prime indagini sul comportamento dell’uomo rivelano: «una condotta intenzionalmente e senza giustificazione rivolta a cagionare la morte dei due giovani». L’uomo ha sparato ben 11 colpi con la sua Beretta calibro 40 mentre la Fiat Panda con a bordo i due ragazzi stava già andando via, come mostrerebbero le immagini delle telecamere di videosorveglianza.Durante l’interrogatorio, Palumbo ha detto di aver sparato perché aveva visto un ragazzo scappare dalla sua villetta dopo che l’uomo gli ha urlato contro, per poi dileguarsi a bordo della Panda bianca, che lo attendeva con il motore acceso.


Gli inquirenti però continuano a non trovare riscontri diretti sulla teoria dell’indagato che aveva detto di aver scambiato i due giovani, di rientro da una partita di calcetto, per due ladri. Le due vittime non sono state trovate in possesso di armi da fuoco né di strumenti da scasso. In auto non sono stati neanche trovati indumenti utili per coprirsi il volto o altro che li potesse rendere irriconoscibili. Secondo gli inquirenti non sono emersi in generale elementi che potessero far pensare che i due stessero per organizzare un furto o una rapina. Dei numerosi colpi esplosi da Palumbo, cinque hanno raggiunto l’auto dei ragazzi, che sarebbero morti dopo essere stati colpiti alla testa.


Le scuse

«Il signor Vincenzo Palumbo chiede scusa ai familiari non voleva uccidere. Anche lui è profondamente addolorato. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro». A riportare queste parole ai giornali è Francesco Pepe, l’avvocato d’ufficio di Palumbo. L’uomo, un camionista di 53 anni, è stato fermato dopo che nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 ottobre a Ercolano ha ucciso due ragazzi a colpi di pistola: Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, di 26 e 27 anni. Entrambi incensurati, si trovavano vicino alla villetta di Palumbo che dopo averli scambiati per ladri ha esploso sei colpi con la sua arma da fuoco, legalmente detenuta. Fusella e Pagliaro vivevano a Portici, città vicina, ed erano entrambi incensurati. Secondo le prime ricostruzioni, i due ragazzi erano fermi a chiacchierare in auto vicino alla villetta di Palumbo.

Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici, ha detto che verrà proclamato il lutto cittadino: «Proclameremo il lutto cittadino perché il dolore per la uccisione di due ragazzi perbene ed innocenti avvolge una intera comunità quale è la nostra città. Poi ci sarà il momento dei perché e dei per come sia potuta accadere questa immane tragedia e noi ci saremo». E ancora:«Sono andato a casa dei genitori di Giuseppe e ho parlato a telefono con il papà di Tullio. Èimpossibile descrivere l’atrocità di un dolore tanto crudele come quello di non vedere più un figlio perché ammazzato con dei colpi di arma da fuoco per cause incredibili ed assurde. Quello che è successo a Giuseppe e Tullio sarebbe potuto accadere a ciascuno di noi o ad un nostro figlio».

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