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Il caso dei 7 ragazzi italiani aggrediti fuori una discoteca a Varsavia. Tre feriti, uno rischia un occhio

La dinamica dell’aggressione deve essere ancora ricostruita: per adesso gli investigatori polacchi pensano a uno scambio di persona

Erano partiti da Scandicci, in provincia di Firenze, per raggiungere due amici che stavano facendo l’Erasmus a Varsavia. Il viaggio doveva durare pochi giorni, giusto il tempo di passare fuori casa il ponte dei morti. E poi sarebbero dovuti tornare dalle loro famiglie. Tutto invece si è concluso la notte tra venerdì 29 e sabato 30 ottobre, in ospedale. Sette ragazzi italiani sono stati picchiati da una gang di polacchi fuori da un locale a Varsavia. Calci, pugni e anche armi improprie come tirapugni. Tre di loro sono stati ricoverati in ospedale, uno per delle lesioni che poi sono risultate solo superficiali, un altro per un’emorragia all’addome dovuta a dei calci ricevuti e un altro ancora per una lesione al volto. L’ultimo è l’unico che si trova ancora in ospedale: rischia di subire gravi traumi a un occhio e forse anche di perderlo.


Non sono chiari i motivi dell’aggressione. Secondo le prime ricostruzioni della polizia polacca sembra che tutto sia successo per uno scambio di persona. La gang di teppisti aveva organizzato un regolamento di conti con un gruppo di italiani che però non aveva nulla a che fare con i ragazzi di Scandicci. Tutto è successo in pochi minuti: i ragazzi sono stati aggrediti e la gang polacca se ne è andata solo quando tutti erano a terra doloranti per le ferite subite. I ragazzi di Scandicci erano amici d’infanzia, quasi tutti cresciuti nella stessa città. Per alcuni di loro era la prima volta che prendevano un aereo per un viaggio di piacere.


Il sindaco di Scandicci: «Stiamo organizzando il rientro»

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Scandicci Sandro Fallani: «Sono un gruppo di coetanei che sono andati a trovare dei loro amici che al momento si trovano in Polonia per ragioni di studio. Uno di questi al momento si trova ricoverato e assistito anche dalla presenza dei famigliari arrivati ieri. Sto lavorando di concerto con i genitori e con le nostre rappresentanze diplomatiche per poter agevolarne il rientro e l’assistenza». Nel 2017 la città era stata travolta da un altro fatto di cronaca con una dinamica simile: un altro ragazzo, Niccolò Ciatti era stato ucciso a calci e pugni da un gruppo di ceceni in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna.

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