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Caso Genovese, l’ultima mossa prima del processo: un risarcimento per le ragazze che ha drogato e violentato

I legali dell’imprenditore hanno tempo fino al 28 gennaio per trovare un accordo con le vittime. Quel giorno, infatti, si terrà l’udienza preliminare

La notizia era già nell’aria. A dicembre 2020 il giornalista Gianluigi Nuzzi, sul quotidiano La Stampa, aveva ipotizzato un risarcimento di 5 milioni di euro alla ragazza che aveva accusato Alberto Genovese di stupro, in occasione di una festa nella casa dell’imprenditore lo scorso 10 ottobre. Un’indiscrezione di cui non si è più parlato, almeno fino ad oggi quando la difesa di Alberto Genovese ha iniziato a valutare l’ipotesi di risarcire tutte e due le ragazze vittime dell’imprenditore che, a Milano, è imputato per averle violentate subito dopo averle stordite con un mix di droghe. Questo è ciò che è emerso dall’udienza preliminare che si è aperta oggi e che è stata rinviata al prossimo 28 gennaio. Oltre alle due ragazze, si è costituita parte civile (ed è stata ammessa dal Gup) l’associazione D.i.re, donne in rete contro la violenza. Genovese deve ancora decidere se essere giudicato con il rito abbreviato e se chiedere eventualmente una perizia psichiatrica.


Le accuse

Su Alberto Genovese, noto imprenditore, difeso dai legali Luigi Isolabella e Davide Ferrari, pende l’accusa di violenza sessuale ai danni di una 18enne il 10 ottobre 2020 all’interno del suo attico di lusso, nel cuore di Milano, denominato “Terrazza sentimento”. Genovese viene accusato anche di violenze sessuali nei confronti di una 23enne il 10 luglio 2020 a Ibiza, sempre dopo averla drogata. Persino l’ex fidanzata di Genovese è imputata con l’accusa di concorso per presunti abusi verificatisi sull’isola spagnola. «La mia assistita non sta ancora bene, ha subito danni importanti sia fisici che psicologici, valutati da un medico molto stimato, danni sia patrimoniali che non patrimoniali», ha detto Luigi Liguori, avvocato della 18enne.


Il risarcimento

Per arrivare a un accordo, per scegliere l’importo del risarcimento da dare alle ragazze, c’è ancora tempo, almeno fino all’udienza del 28 gennaio. Nel frattempo, infatti, i legali di Genovese avranno tutto il tempo di proseguire le trattative con quelli della giovane per arrivare a un risarcimento, che nell’atto di costituzione civile viene quantificato per centinaia di migliaia di euro. «La difesa deve valutare se c’è la possibilità di aderire alle richieste», ha detto l’avvocato della vittima di 18 anni. Per quanto riguarda l’altra ragazza, invece, le trattative si sono subito interrotte. Sfumate. Fino ad ora Genovese ha spiegato di aver agito sotto l’effetto di droghe, di cui era «schiavo» e di non aver mai percepito «dissenso» da parte delle ragazze che sarebbero state, anche loro, «alterate». L’imprenditore era finito in carcere il 6 novembre 2020: da fine luglio, invece, è ai domiciliari in una struttura in provincia di Varese. Vuole disintossicarsi dalla cocaina.

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