Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

L’ipotesi droga dello stupro nell’indagine su Ciro Grillo e i suoi amici

Una consulenza ipotizza l’utilizzo di Ghb sulla presunta vittima. E dalla perizia emerge anche la possibilità che sia stata costretta

La droga dello stupro finisce nell’indagine per violenza sessuale di gruppo nei confronti di Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia. Una consulenza medico-legale chiesta dall’avvocata Giulia Bongiorno e depositata presso l’ufficio del gip di Tempio Pausania, che venerdì 5 novembre deve decidere se mandare a processo o prosciogliere i quattro, ipotizza l’uso di sostanze inibitorie come il Ghb sulla presunta vittima. Queste sarebbero a base della sensazione di intontimento e di perdita di coscienza da lei raccontata. La consulenza di parte porta la firma del professor Enrico Marinelli della Sapienza, specialista in medicina legale. E avrà il suo peso nell’udienza preliminare di oggi.


I quattro indagati hanno scelto infatti il rito ordinario. E dovranno fronteggiare anche un’altra accusa. Perché, come riporta oggi Repubblica, Marinelli sostiene anche che i lividi sulle braccia e sulle gambe della ragazza, refertati alla clinica Mangiagalli di Milano otto giorni dopo i fatti, siano “compatibili con un meccanismo di pressione e afferramento attuato da più persone contemporaneamente con le mani”. E quindi la ragazza sarebbe stata tenuta ferma con la forza. Una circostanza riscontrabile anche nella testimonianza di A. M. ai carabinieri di Milano: «Ricordo di alcune foto di lei in reggiseno allo specchio sia frontalmente che di profilo in cui si vedevano chiaramente alcuni lividi sul costato a sinistra, sulla scapola destra e sulla coscia o all’altezza del bacino lato destro; ricordo che mi scrisse di avvertire dolori alle parti intime».


Marinelli aggiunge anche che il disturbo post-traumatico da stress diagnosticato in seguito è «coerente con un rapporto non consenziente e invasivo». E stima in 1.08 grammi/litro il tasso alcolemico nel sangue di Silvia. «Il tasso era tale da compromettere fortemente le capacità cognitive e di autodeterminazione». Ma, spiega Marinelli, «Questo fenomeno è associabile anche all’uso delle cosiddette droghe da stupro. Hanno effetti simili all’alcool ma più rapidi, tanto che si dileguano nell’arco di 1-3 ore e sono rilevabili nei liquidi biologici per poche ore. In linea puramente teorica non è possibile escludere l’uso di sostanze di questo tipo prima e in associazione con l’alcool».

Continua a leggere su Open

Leggi anche: