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Reddito di cittadinanza, nella manovra la stretta sui controlli: verifiche su residenza e patrimoni all’estero

La relazione tecnica su Quota 102: l’anno prossimo 16.800 persone in uscita con un assegno medio di 26 mila euro

In tutto sono 219 articoli. É una manovra imponente quella che ieri sera, 11 novembre, è stata trasmessa al Senato. Tra le misure principali ci sono i ritocchi al reddito di cittadinanza e al Superbonus 110%, Quota 102 per le pensioni e la riforma degli ammortizzatori sociali. La sessione di bilancio inizierà martedì, 16 novembre, con le comunicazioni della presidenza sul testo che, poi, dovrà essere esaminato dalla commissione competente. Una legge di bilancio su cui si discute da giorni, e che avrà un forte impatto sulla vita dei cittadini italiani. A proposito del reddito di cittadinanza, l’obiettivo del governo Draghi resta quello da una parte di rafforzare i controlli, dall’altra di “salvare” la misura di contrasto alla povertà. La manovra prevede un piano di verifiche sui requisiti patrimoniali dei beneficiari anche con «specifico riferimento ai beni detenuti all’estero» che l’Inps sarà chiamata a fare ogni anno oltre a controlli preventivi dei dati anagrafici di residenza, soggiorno e cittadinanza da parte dell’Istituto che dovrà comunicare i casi sospetti ai Comuni. I sindaci avranno 120 giorni per le relative verifiche nel corso dei quali, però, il pagamento verrà sospeso. Previsto anche il danno erariale a carico del responsabile del procedimento del Comune che dovrà fornire i dati per le somme non dovute.


Il reddito di cittadinanza, inoltre, verrà revocato ai beneficiari con condanna definitiva per alcuni reati (se ne aggiungono una quindicina). Si va dall’usura al furto, dallo sfruttamento della prostituzione al traffico di organi fino ai reati legati alla droga. Nell’elenco ci sono anche riciclaggio, auto-riciclaggio, ricettazione, rapina ed estorsione. La manovra prevede, infine, l’obbligo per le cancellerie dei tribunali di comunicare tempestivamente all’Inps le sentenza definitive che comporteranno, di fatto, la decadenza dal reddito entro 15 giorni dalla loro pubblicazione.


Quota 102

Secondo la stima contenuta nella relazione tecnica della manovra, nel 2022 saranno 16.800 le persone che andranno in pensione con Quota 102. L’assegno medio sarà pari a 26 mila euro e, in totale, il prossimo anno il costo sarà di 175,7 milioni. Nel 2023, invece, il numero dei potenziali beneficiari salirà a 23.500 salvo poi scendere di nuovo l’anno dopo, nel 2024, a 15 mila persone. Tra il 2022 e il 2025 la spesa prevista per Quota 102 sarà di 1,7 miliardi. Caleranno, invece, le risorse per finanziare Quota 100 che, comunque, terminerà il prossimo anno e non verrà più rifinanziata. Nel 2024 gli oneri si ridurranno a 1,8 miliardi.

Superbonus 110%

Il Superbonus verrà prorogato ma in una nuova versione. Costerà alle casse dello Stato 14 miliardi dal 2022 al 2037. Per l’agevolazione sugli interventi effettuati da condomini e persone fisiche – con decalage a partire dal 2024 – il costo stimato è di poco meno di 13,2 miliardi. Per gli interventi sulle villette con tetto Isee, invece, è di 795 milioni mentre per le case popolari di 96 milioni.

Tampon tax

Infine, nella relazione tecnica della manovra, secondo la quale le donne interessate da questa misura sono quasi 13 milioni, è stata prevista la riduzione dell’Iva sugli assorbenti, che dal 22 per cento scenderà al 10 per cento a partire dal 2022 e che costerà allo Stato italiano 90 milioni di euro all’anno.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/ANGELO CARCONI

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