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Cop26, firmato l’accordo al ribasso sul clima. Il presidente della Conferenza: «Profondamente dispiaciuto»

Poco prima del voto l’India ha preteso la sostituzione del termine “phase out” (uscita) dal carbone con il termine “phase down” (diminuzione)

È arrivata dopo una giornata aggiuntiva di negoziati la firma sul documento conclusivo della Cop26. La votazione degli articoli definitivi su cui è stato raggiunto un accordo al tavolo dei negoziati tra i 197 Paesi è cominciata poco prima delle 20, ora locale. A sorpresa l’India e la Cina hanno chiesto di inserire alcuni emendamenti al testo finale che prevedono una diminuzione dell’uso del carbone per la produzione energetica invece che una uscita totale. Inoltre hanno chiesto che siano discussi finanziamenti a sostegno della transizione energetica. In particolare l’India ha preteso la sostituzione del termine phase out (uscita) dal carbone con il termine phase down (diminuzione). Il presidente della Cop26 Alok Sharma, visibilmente commosso, si è detto profondamente dispiaciuto per questo ulteriore passo indietro registrato alla fine dei giochi. Ma – seppur con un testo che in tanti definiscono “annacquato” – i Paesi riuniti hanno adottato, dopo due settimane di negoziati, il “Patto di Glasgow” per accelerare la lotta contro il riscaldamento globale e definire le basi per il finanziamento.


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