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Italia rinviata ai playoff, azzurri sotto accusa. Il Corriere: «Finita una magia», Repubblica: «Colpa della Federazione»

Dopo aver fallito l’impresa la squadra di Mancini dovrà affrontare i playoff a marzo per sperare di staccare il biglietto per i prossimi mondiali in Qatar

Quella di ieri per l’Italia è stata una serata da dimenticare, con gli azzurri che a Belfast non sono riusciti ad andare oltre lo 0-0 con l’Irlanda del Nord, perdendo così l’accesso diretto ai mondiali. La squadra di Mancini non è mai riuscita a costituire un pericolo concreto per gli avversari. I nordirlandesi per ben due volte hanno rischiato di castigarci, prima con Saville, che dopo aver calciato a colpo sicuro ha trovato sulla sua strada un super Donnarumma, poi con Washington, che al novantesimo è stato fermato sulla linea da Bonucci. E i principali giornali italiani non l’hanno presa bene. Mauro Sconcerti sul Corriere della Sera parla della fine di una magia, con un chiaro riferimento alla recente vittoria di Insigne e compagni agli Europei. Secondo il commentatore sportivo gli azzurri non sono responsabili solo della sconfitta di ieri sera, ma hanno sulla coscienza anche gli errori commessi lungo la strada del girone di qualificazione, dal rigore sbagliato di Jorginho al pareggio contro la Bulgaria, fino ad arrivare all’involuzione del gioco, della grinta, dell’intensità e della leggerezza.


Leggermente più benevola la versione di Paolo Condò su Repubblica, che ricorda come la vittoria degli azzurri agli Europei sia arrivata solamente quattro mesi fa: quella magia e quella coesione di gruppo non possono essere svanite in così poco tempo. Se una falla c’è, la responsabilità va cercata dalle parti della Figc, incapace di negoziare un girone equilibrato, almeno sull’ultima giornata. Il riferimento è alla Svizzera che ieri sera ha avuto vita facile in casa della Bulgaria, calando il poker e intascando la qualificazione passeggiando in casa degli avversari.


Il problema di fondo, però, dicono i due giornali all’unisono, si chiama “fase offensiva”, ovvero l’attacco: la lacuna già c’era, ma con l’assenza di Immobile si è fatta sentire ancora di più. In molte occasioni gli azzurri nella partita di ieri hanno scelto il passaggio corto, senza mai provare un cross nell’area di rigore dei nord-irlandesi, nemmeno quando Mancini ha deciso di dare spazio a Belotti. Da qui a marzo sarà doveroso migliorare questo aspetto per fare in modo che la qualificazione ai prossimi mondiali in Qatar non diventi sempre più un miraggio.

Immagine di copertina da Ansa

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