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Ecco il risultato del test antidroga della ministra Dadone: «Ora attendo quello dei parlamentari proibizionisti»

Open è in grado di mostrare in esclusiva il risultato del test antidroga della ministra per le Politiche giovanili. Intanto, dopo 12 anni, torna la Conferenza nazionale sulle dipendenze

La ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone, nel corso della presentazione della Conferenza nazionale sulle droghe, rispondendo a una domanda di Open, si era detta disponibile a consegnarci l’esito del suo test antidroga (effettuato ad aprile 2021). Che oggi pubblichiamo in esclusiva. «Attendo, invece, ancora i risultati di tutti gli altri», ha aggiunto Dadone. Il risultato del test – come si vede dai referti – è negativo relativamente alla cocaina, marijuana, metadone, morfina, metanfetamina, amfetamina, hashish. Non viene rilevata la presenza del THC. Una provocazione, quella di sottoporsi al test antidroga, che la stessa ministra, una volta ricevute le deleghe alle politiche antidroga, aveva lanciato in risposta agli attacchi, provenienti dal centrodestra, che contestavano al governo il fatto di aver nominato all’Antidroga una figura politica dichiaratamente antiproibizionista e a favore della legalizzazione della cannabis, specialmente quella terapeutica (diverse sono le storie raccontate da Open a tal proposito).


«Sono stata attaccata per le mie posizioni antiproibizioniste da molti esponenti di destra. Qualcuno vuole farmi passare per drogata? Dimostriamo coerenza ai giovani, facciamo un bel test antidroga io e i parlamentari proibizionisti, diamo un segnale di coerenza ai giovani», aveva detto nell’aprile 2021. Ma nessuno sembra aver risposto al suo appello, a parte Fratelli d’Italia che ha organizzato una manifestazione ad hoc a Roma. Nessuna reazione, invece, da parte di tutti gli altri parlamentari chiamati in causa.


La Conferenza nazionale sulle droghe a Genova (dopo 12 anni)

Intanto il 27 e 28 novembre, a Genova, si terrà la Conferenza nazionale sulle droghe. Dopo 12 anni (l’ultima a Trieste nel 2009): si sarebbe dovuta tenere ogni 3 anni e, invece, non è mai stata indetta. Segno che la politica, negli ultimi anni, non ha riservato grande attenzione al problema delle droghe che interessa da vicino anche i ragazzi. Il business è rimasto in mano alle mafie (che oggi fanno affari d’oro e commercializzano, ad esempio, marijuana tagliata con piombo, lacca o lana di vetro). Con la Conferenza sulle droghe, gli esperti si siederanno attorno a un tavolo per capire come e se modificare l’attuale legge, la 309 del 1990, così da fornire indicazioni precise e scientifiche (ovvero una relazione) al Parlamento italiano. I lavori preparatori della Conferenza sono cominciati a ottobre. Il 27 e 28 novembre, dunque, si lavorerà dati alla mano – sulle «evidenze scientifiche dei dati», dice Dadone – per dare «risposte concrete ai giovani e ai giovanissimi, specie a coloro che realizzano condizioni di fragilità». L’obiettivo è quello di arrivare a una discussione scevra da «prese di posizioni del singolo» su un argomento, quello delle droghe, «delicato e strumentalizzato».

Foto in copertina di repertorio: ANSA/JESSICA PASQUALON

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