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Taglio tasse, l’idea di un’aliquota Irpef dal 38 al 34%: chi ci guadagna di più

Daniele Franco propone la riduzione delle aliquote Irpef, la revisione degli scaglioni e l’aumento delle detrazioni. Per favorire il ceto medio, anche se i redditi alti non verrebbero favoriti come nelle simulazioni

Le aliquote Irpef potrebbero calare da cinque a quattro. Quella del terzo scaglione, che comprende i redditi tra i 28 mila e i 55 mila euro, potrebbe passare dal 38 al 34%. La revisione avvantaggerebbe i redditi di quella fascia. E oggi potrebbe essere il giorno decisivo per conoscere il destino del taglio delle tasse da 8 miliardi proposto nella Legge di Bilancio. Il ministro dell’Economia Daniele Franco ha infatti convocato una Cabina di Regia con gli altri responsabili economici per le 8,30 di stamattina. In vista dell’audizione sulla manovra in programma per oggi. Durante la quale il responsabile di via XX Settembre potrebbe svelare i primi dettagli dell’accordo da raggiungere entro la fine della settimana.


La disfida degli scaglioni

Ieri pomeriggio Franco ha incontrato i capigruppo della maggioranza per discutere l’emendamento del governo alla legge di bilancio. Che porterà per i lavoratori la riduzione delle aliquote Irpef, la revisione degli scaglioni e l’aumento delle detrazioni. Per favorire il ceto medio, anche se secondo le ultime ipotesi i redditi alti non verrebbero favoriti come nelle simulazioni di cui si parla in questi giorni. Il taglio del prelievo, secondo quanto scrive oggi il Corriere della Sera, sarà a due cifre per i redditi fino a 20 mila euro e poi via via decrescente per chi guadagna di più. Ieri, racconta invece Il Messaggero, sono state presentate sei simulazioni degli effetti del taglio dell’Irpef. Alla riduzione delle aliquote verrà affiancato un intervento sulle detrazioni da lavoro dipendente.


Che riassorbirebbe il bonus Renzi-Conte da 100 euro il quale, per i redditi fino a 28 mila euro è un credito. Con tutti i rischi che questo comporta, compreso quello di doverlo restituire a fine anno se si supera la soglia di reddito che dà diritto a riceverlo. Per questo il governo vuole intervenire prima di tutto su questo meccanismo. Sempre tenendo conto del fatto che ogni punto in meno costa circa un miliardo di euro e interessa nove milioni di contribuenti. Intervenire invece sull’aliquota Irpef del 27% costerebbe due miliardi per ogni punto in meno.

Dies Irap

Altre simulazioni sono state fatte sulle modifiche al sistema delle detrazioni, per le quali ci sono almeno due opzioni. Nel menu dei tagli poi dovrebbe entrare anche il primo taglio dell’Irap per le imprese: due miliardi per autonomi e Pmi. Intanto l’Istat stima che se si destinassero tutti gli 8 miliardi al calo del cuneo fiscale sul lavoro, il reddito delle famiglie salirebbe dello 0,71% rispetto al 2020, mentre se le risorse fossero concentrate sulle retribuzioni il carico fiscale si alleggerirebbe dell’1,6%.

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