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Caso Grillo, il Gup ha deciso: Ciro e i suoi tre amici a processo per violenza sessuale di gruppo

Secondo le accuse, avrebbero abusato di una loro coetanea in un appartamento di Porto Cervo. I fatti risalgono alla notte tra il 16 e il 17 luglio 2019. La prima udienza è fissata per il 16 marzo

Il giudice per l’udienza preliminare (Gup) Caterina Interlandi ha deciso: Ciro Grillo e i suoi tre amici accusati di violenza sessuale di gruppo saranno rinviati a giudizio, come chiesto dal procuratore Gregorio Capasso. La decisione è stata presa nel tribunale di Tempio Pausania, città sarda in provincia di Sassari. Oltre al figlio di Beppe Grillo, dovranno affrontare il processo anche Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. Hanno tutti 21 anni e sono indagati per lo stesso episodio: secondo le accuse la notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 avrebbero abusato di una coetanea al termine di una serata in discoteca. La presunta violenza sarebbe avvenuta in un appartamento a Porto Cervo di proprietà di Beppe Grillo. Le indagini erano partite dalla denuncia della ragazza che sarebbe direttamente coinvolta nell’episodio di violenza ma come parte civile c’è anche una sua amica che avrebbe passato la notte sempre nell’appartamento di Porto Cervo. Il processo comincerà il prossimo 16 marzo: i quattro rischiano fino a 12 anni di carcere. Prima dell’udienza in cui è stato deciso il rinvio a giudizio è stato ascoltato dal Gup anche un perito che si è occupato della trascrizione di 11 intercettazioni, tutte considerate decisive per lo sviluppo del procedimento.


L’avvocata Bongiorno: «Alcuni giornali hanno distorto la verità»

Fino a questo momento la ragazza che ha sporto denuncia è stata difesa dall’avvocata Giulia Bongiorno, ex ministra per la Pubblica Amministrazione nel primo Governo Conte e senatrice eletta nelle liste della Lega. Dopo il rinvio a giudizio degli indagati, Bongiorno ha commentato tutta la vicenda con la stampa: «Se mi chiedete se sono felice la risposta è no, perché la mia assistita soffre tuttora, ma se mi chiedete se sono soddisfatta la risposta è sì, perché ho atteso sino a oggi per dire che si è assistito a una distorsione da parte di alcuni giornali per cui la ragazza è finita sul banco degli imputati, ma il materiale probatorio racconta una verità».


Le minacce alla famiglia di Grillo

Le forze dell’ordine intanto hanno rafforzato la sorveglianza davanti alla casa dove vive Beppe Grillo a S. Ilario, quartiere di Genova. Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha ricevuto nelle ultime ore una lettera di minacce rivolta a tutta la sua famiglia: «Condoglianze, avrai lutti in famiglia nel periodo delle Feste». Al momento non si tratta ancora di una scorta formale ma di un rafforzamento della vigilanza concordato con la Prefettura. Le minacce sono state collegate proprio alle indagini che hanno coinvolto il figlio Ciro. L’agenzia di stampa Ansa riferisce che le frequentazioni e gli spostamenti dei familiari di Grillo sono costantemente monitorati.

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