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«Ultimo tango a Parigi», il dietro le quinte del film scandalo di Bertolucci diventa una serie tv

Il progetto targato CBS Studios e Stampede Ventures vedrà la luce all’inizio del 2022. La regista: «La possibilità di ridare voce a Maria Schneider è emozionante»

Il dietro le quinte di Ultimo tango a Parigi diventerà una serie televisiva targata CBS Studios e Stampede Ventures, che approderà sul piccolo schermo all’inizio del 2022. Scritta dal team di Entourage e Boston Public Jeremy Miller e Daniel Cohn, la serie sarà co-diretta da José Padilha di Narcos e Lisa Brühlmann di Killing Eve. L’opera di Bertolucci, interpretata quasi cinquant’anni fa da Marlon Brando e Maria Schneider, sarà al centro di una serie tv che prenderà forma nell’arco di 18 mesi tra riprese e post produzione e verrà ambientata in Italia, Francia e Stati Uniti. Al centro i tre protagonisti, Schneider, Brando e Bertolucci. Le primissime scene racconteranno un Bernardo Bertolucci in viaggio per Los Angeles nel 1971 per convincere Marlon Brando, nel peggior momento della sua carriera, a interpretare un ruolo nel film. Le polemiche che dal ’72 non hanno mai smesso di gettare ombre su Ultimo tango a Parigi hanno riguardato soprattutto i metodi attribuiti a Bertolucci, volti a catturare le emozioni reali dei propri attori. In particolare, l’accusa di violenza su Maria Schneider, che fra le altre cose provocò il ritiro della pellicola dalle sale italiane solo quindici giorni dopo la distribuzione nel 1972 e, non meno importante, un destino di depressione e dipendenze della stessa attrice.


La regista: «Emozionante ridare voce a Maria Schneider»

«Quando mi hanno contattata, sono stata immediatamente presa dal progetto e dalla possibilità di guardare più da vicino uno dei più grandi scandali della storia del nostro settore, nonostante non fosse trattato come tale in quel momento» ha raccontato la regista Lisa Brühlmann. «L’opportunità di immergersi in quel mondo, in tutti questi personaggi affascinanti, e soprattutto la possibilità di dare voce a Maria Schneider, è davvero emozionante». Il co-direttore Padihla ha poi aggiunto: «Si racconta la storia di due uomini che abusano di una donna giovane e inesperta, non per il sesso, ma per amore dell’arte. Lo hanno fatto davanti alla telecamera e la scena risultante è diventata un film importante, acclamato dalla critica e dal pubblico. Il regista e gli attori si crogiolavano nel successo, mentre il dolore di Maria veniva trascurato. Sono entusiasta di esplorare una storia sull’etica dell’arte, un argomento importante ma spesso trascurato, in collaborazione con la regista Lisa Brühlmann».


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