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Il mistero del cadavere sull’Etna. Accanto al corpo una pagina di necrologi del 1978

Sono evidenziati 5 nomi di persone decedute. Gli investigatori stanno indagando sul loro passato e sulle loro famiglie

L’uomo dell’Etna continua a custodire silenziosamente il suo segreto. Quando tre settimane fa, le Fiamme Gialle hanno ripescato il cadavere giù nelle viscere del vulcano, sembrava già la trama di un episodio di Montalbano. Era rimasto lì, nella grotta Zafferana, per oltre quarant’anni, con un pettine in tasca e l’orologio fermo alle 10:55. E ora è proprio il caso di dire «il mistero si infittisce». Accanto a quell’uomo ben vestito – troppo, per essere un semplice escursionista – è stato trovato uno strano foglio di giornale. È la pagina dei necrologi de La Sicilia, datata 15 dicembre 1978. Secondo quanto riportato da la Repubblica, alcuni nomi delle persone decedute sarebbero stati sottolineati: un professore universitario, un medico, un geometra, un anziano e una professoressa. I nomi, per ora, sembrano essere tutti scollegati. L’unica cosa che li accumuna è la data del decesso. Per fare luce su questa storia, gli investigatori del Gruppo di Catania e della Guardia di Finanza hanno iniziato a scavare nel passato di queste persone e delle loro famiglie.


Che l’uomo nascondesse qualcosa lo si poteva intuire: chi va a fare un’escursione in montagna vestito da ufficio, con camicia, cravatta, mantellina antipioggia e orologio costoso? E poi, lo strano dettaglio delle calzature – scarponcini da montagna – e berretto con i pompon. Piuttosto inusuale per un uomo adulto. «È un uomo di circa 50 anni», aveva scritto l’antropologo nominato dalla procura di Catania. «Altezza, 1,70. Sono state riscontrate malformazioni congenite al naso». E proprio questo particolare aveva risvegliato l’interesse di tutti, facendo pensare immediatamente a Mauro De Mauro, giornalista de L’Ora, scomparso a Palermo nel 1970. La figlia del giornalista, Franca De Mauro, si è rivolta subito alla Guardia di Finanza, segnalando la malformazione al naso e alla bocca che caratterizzava il padre. La teoria è da verificare anche se i tempi non sembrerebbero coincidere. Resta possibile, però, un ipotetico sequestro che nel caso potrebbe essere durato anni. Dopotutto, la scomparsa del giornalista è un giallo che non è mai stato risolto e tra le piste seguite negli anni, c’è anche quella mafiosa. Per ora, dicono gli investigatori, l’ipotesi più accreditata è che l’uomo avrebbe deciso di fuggire per cause ancora ignote.


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