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Tarquinia, c’è un sospettato per l’omicidio del docente universitario: decisive le immagini delle telecamere

Domani verrà effettuata l’autopsia. Accertamenti anche sul cellulare della vittima per risalire agli ultimi contatti

È stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa Dario Angeletti, l’uomo morto ieri, 7 dicembre, a Tarquinia, nel Viterbese. Angeletti, 50 anni, era biologo marino ed era professore associato dell’Università della Tuscia. Per il suo omicidio c’è un sospettato su cui si sta concentrando in queste ore l’attenzione degli investigatori. Decisivi per le indagini i video di alcune telecamere che da lontano inquadrano il parcheggio dove Angeletti è stato trovato, nei pressi delle Saline di Tarquinia. Gli agenti hanno trovato l’uomo senza vita seduto al posto del guidatore con addosso la cintura di sicurezza e con una ferita alla testa, compatibile con il colpo di un proiettile.


Gli investigatori, sulla scena del delitto, hanno rilevato sul posto tracce di una brusca frenata da parte di Angeletti: un segno che non escluderebbe la possibilità che l’uomo stesse tentando di fuggire da un inseguimento. Intanto, proseguono gli interrogatori di amici e conoscenti per aggiungere informazioni sulla vita di Angeletti che potrebbero far emergere dettagli utili per individuare l’assassino. Per chi indaga l’omicidio sarebbe maturato nella cerchia delle conoscenze personali e non lavorative. Domani verrà effettuata l’autopsia. Accertamenti anche sul cellulare per risalire agli ultimi contatti. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio.


Chi era Dario Angeletti

Angeletti era sposato e aveva due figli. Suo padre è un noto medico del posto. Il 50enne insegnava ecologia applicata e tutela dell’ambiente marino dal 2010. Il suo lavoro si svolgeva anche nel laboratorio alle Saline di Tarquinia, vicino al luogo dove è stato trovato il suo corpo. Non è chiaro al momento se Angeletti si trovasse per lavoro in quella zona, che conosceva bene. Solo alcuni giorni prima di essere ucciso, aveva partecipato a un convegno alle Saline come relatore. Un amico descrive Angeletti come «una persona molto mite, fin troppo. sempre pronto e disponibile. Una persona troppo fragile per un mondo come questo. La sua morte è sconcertante non si comprende cosa possa essere accaduto. Un fatto impensabile e privo di senso». 

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