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Fine vita, via libera in Commissione al ddl sul suicidio assistito: il testo sarà in Aula il 13 dicembre

09 Dicembre 2021 - 18:37 Redazione
Una denuncia penale per omissione di atti d'ufficio nei confronti dell'azienda sanitaria unica delle Marche (Asur) che non ha dato seguito alla verifica delle condizioni di accesso al suicidio assistito come previsto nella sentenza della Corte Costituzionale su caso Cappato/Dj Fabo e come disposto dal collegio del Tribunale di Ancona in sede di reclamo. Il caso, hanno riferito oggi, 26 agosto 2021, il tesoriere dell'Ass. Coscioni, Marco Cappato, e uno dei legali, l'avv. Filomena Gallo, è quello di Mario (nome di fantasia), 43enne ex autotrasportatore marchigiano, tetraplegico da dieci dopo un incidente stradale, che da un anno chiede all'azienda sanitaria il suicidio assistito: dopo il diniego dell'Asl e un primo no del giudice, in sede di reclamo il collegio ha accolto l'istanza disponendo che l'Asur verifichi le condizioni del 43enne al fine di procedere. Una decisione a cui l'Asur non ha dato seguito: dopo una diffida ad attivare la procedura, è stata ora depositata la denuncia alla Procura di Ancona a carico dell'azienda sanitaria regionale, nella persona del rappresentante legale, cioè della direttrice generale.
ANSA/ DANIELE CAROTTI
Passa anche la sanatoria sui casi precedenti: «Non è punibile chiunque abbia agevolato la morte volontaria prima della entrata in vigore di questa legge»
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Il disegno di legge sul fine vita è stato approvato ed è atteso in Aula alla Camera per la discussione il prossimo lunedì 13 dicembre. Le Commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera hanno così dato attuazione alla sentenza della Corte costituzionale del novembre 2019 sul suicidio assistito. Il centrosinistra e il M5s hanno votato favore della proposta di legge. A esprimersi in modo contrario il centrodestra. Le due commissioni hanno anche approvato una sanatoria su tutti i casi precedenti di morte volontaria medicalmente assistita, casi che hanno contribuito alla concretizzazione oggi di questo progetto di legge. L’ultimo in ordine di tempo quello di Dj Fabo, accompagnato in una clinica svizzera da Marco Cappato (quest’ultimo assolto in appello lo scorso aprile). In particolare, le commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera hanno stabilito che «non è punibile chiunque sia stato condannato, anche con sentenza passata in giudicato, per aver agevolato in qualsiasi modo la morte volontaria medicalmente assistita di una persona prima della entrata in vigore della presente legge, qualora al momento del fatto ricorressero i presupposti delle condizioni della presente legge» e, altra condizione, qualora «la volontà libera informata e consapevole della persona richiedente fosse stata inequivocabilmente accertata».

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