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Il caso dei due marò verso la chiusura definitiva, la procura di Roma chiede l’archiviazione: «Non ci sono prove per un processo»

Dopo 9 anni di processi in India, il fascicolo passato all’Italia sui due fucilieri si prepara ad essere archiviato definitivamente

Il caso dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Girone si avvicina alla conclusione definitiva anche con il passaggio della pratica alla giustizia italiana. La procura di Roma ha chiesto infatti l’archiviazione per i due militari accusati dell’omicidio di due pescatori indiani, avvenuto nel febbraio 2012 a largo delle coste del Kerala, nell’India Sud occidentale. La convinzione a cui sono giunti il procuratore di Roma, Michele Prestipino, e il sostituto, Erminio Amelio, è che le accuse nei confronti dei due fucilieri debbano cadere, visto che finora tutti gli elementi raccolti sulla vicenda non sono sufficienti per lo stesso avvio di un processo. Secondo i magistrati, i due hanno agito «rispettando le regole di ingaggio e convinti di essere sotto attacco di pirati». Tra gli elementi che hanno portato a chiedere di fare cadere le accuse anche la non utilizzabilità degli accertamenti svolti all’epoca dei fatti in India come l’autopsia o gli esami balistici. Per i magistrati italiani è un gap probatorio importante per la ricostruzione dei fatti. Stesso discorso vale per quanto riguarda «l’assunzione di testimonianze e carte» non sufficienti ad attribuire in modo univoco il fatto ai due indagati. «Sono molto soddisfatto di quanto apprendo dalla stampa: è un esito che attendevamo da tanto tempo per una indagine che, lo ricordo, è nata proprio da una denuncia di Massimiliano Latorre, che si è commosso alla notizia di oggi, nell’immediatezza dei fatti», ha detto l’avvocato difensore, Fabio Anselmo.


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