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Continua a crescere la fabbrica del futuro a Crespellano

in collaborazione con Philip Morris Italia

Il centro più importante del mondo per la produzione del tabacco senza combustione è in Italia, per la precisione a Crespellano, in provincia di Bologna. L’obiettivo è quello di costruire un «futuro senza fumo». La strada per arrivare a questo obiettivo passa da una serie di poli di innovazione come quello di Crespellano, che ha aperto nelle scorse settimane. Crespellano sarà uno dei centri produttivi più importanti a livello mondiale per Philip Morris, e quindi per tutta l’industria del tabacco, con un’esportazione della produzione in circa 40 Paesi del mondo. L’obiettivo di questo hub è quello di supportare lo sviluppo di prototipi di nuovi macchinari e il miglioramento del processo che ora viene usato per produrli su larga scala, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alle performance ambientali. Si inserisce all’interno di un polo industriale estremamente all’avanguardia, sia in termini di impatto sull’ambiente, sia di qualità del lavoro e specializzazione degli impiegati.


Philip Morris è la prima realtà aziendale in Italia a ricevere il certificato Equal Salary: non solo uomini e donne hanno stipendi che sono perfettamente equiparati ma hanno anche le stesse opportunità di carriera. L’obiettivo dell’azienda ora è quello di avere entro il 2022 almeno il 40 per cento delle posizioni manageriali occupate da donne. Nel 2021 ha ottenuto per l’ottavo anno di fila la certificazione Top Employer Italy, un titolo che definisce la capacità dell’azienda di creare un ambiente di lavoro adatto ai suoi dipendenti.


L’impatto del nuovo centro di Crespellano sul territorio

La fabbrica di Crespellano sarà operativa a pieno regime a partire dalla fine del 2021. Nei prossimi tre anni continueranno gli investimenti sul sito, fino ad arrivare a un totale di 600 milioni di euro. Secondo le previsioni di Philip Morris, questo centro porterà un impatto occupazionale di 8 mila posti di lavoro su tutta la filiera. Già nei primi mesi di attività saranno coinvolte anche nell’hub di Crespellano 250 persone altamente qualificate. Uno snodo cruciale quindi per la multinazionale, come ha spiegato Massimo Andolina, vicepresidente delle operazioni di Philip Morris International:

«Bologna è oggi per noi il faro di referenza dei processi di ingegneria e di manifattura di Philip Morris mondialmente, ma probabilmente dell’industria intera. La centralità di questo polo produttivo oggi si rafforza con questo ulteriore investimento»

D’altronde l’Italia ha una lunga storia di produzione di tabacco: è il primo Paese europeo per volumi, con una produzione che è concentrata soprattutto in Campania, Umbria, Veneto e Toscana. Secondo gli ultimi dati del ministero delle Politiche Agricole, dal nostro Paese arriva il 27 per cento di tutto il tabacco prodotto in Europa. In Emilia-Romagna non si coltivano piante di tabacco ma il territorio di Bologna ha una tradizione sulla lavorazione dei prodotti del tabacco: qui il primo centro Philip Morris è nato nel 1963, a Zola Predosa. Nel 2016 è arrivato lo stabilimento di Crespellano in cui l’azienda ha investito ad oggi circa un miliardo di euro.