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Istat, con la pandemia mai così pochi nati: 15 mila in meno nel 2020. «Entro fine anno meno di 59 milioni in Italia»

Secondo il presidente dell’Istat, Giancarlo Blangiardo, di questo passo nel 2050 i morti in Italia saranno il doppio rispetto ai nati

Nell’anno in cui è scoppiata la pandemia di Coronavirus, in Italia il calo della natalità ha raggiunto il nuovo record di 15 mila nascite in meno. Un trend che secondo il report dell’Istat è andato avanti anche nel 2021, quando i dati provvisori dei primi nove mesi dell’anno hanno registrato un calo di 12.500 nascite in meno, il doppio rispetto a quanto avvenuto nello stesso periodo dell’anno precedente. Gli effetti negativi della pandemia, spiega l’Istat, sono stati particolarmente evidenti a gennaio 2021, quando c’è stato il maggior calo di sempre, cioè quasi 5 mila nati in meno (-13,6%) rispetto all’anno precedente. «Entro la fine dell’anno – ha detto il presidente nazionale dell’Istat, Giancarlo Blangiardo – in Italia gli abitanti saranno meno di 59 milioni. Nel 2021 – ha aggiunto – i 405 mila nati dell’anno precedente non verranno raggiunti, saremo sui 385-390 mila nati». Di questo passo, ha aggiunto Blangiardo: «A metà del secolo n corso i morti saranno più del doppio dei nati».


Scende anche il numero medio di figli delle donne di cittadinanza italiana che nel 2020 è stato pari a 1,17, ovvero il più basso di sempre, con le nascite che dal 2008 sono state il 29,8% in meno. Questo calo riguarda principalmente le coppie composte da entrambi i genitori italiani, mentre se andiamo ad analizzare il numero di nati con almeno un genitore straniero si nota una diminuzione di quasi 12mila unità dal 2012 al 2020. Aumenta invece di oltre due anni nel 2020 l’età media con cui oggi si diventa madri, toccando quota 32,2 anni rispetto al 1995. Numeri ancora più marcati se si considera solamente la nascita del primo figlio, dove rispetto al 1995 viene registrato un aumento di tre anni. In questo caso l’Istat ha preso in esame il tasso di fecondità per età del 1995, del 2010 e del 2020, dove è stata rilevata una tendenza alla fecondità in età sempre più mature con il passare degli anni.


Sono dunque aumentate rispetto al 1995 le donne che diventano madri dopo i 30 anni, mentre viene registrata una costante diminuzione tra coloro che diventano madri in età più giovanile. Secondo le informazioni contenute nella rilevazione degli iscritti all’anagrafe per nascita, nel 2020 Leonardo e Sofia rimangono invece i nomi preferiti dagli italiani. Per quanto riguarda i nomi maschili al secondo posto troviamo Francesco e al terzo Alessandro, mentre tra quelli femminili al secondo posto troviamo Giulia e al terzo Aurora. Giancarlo Blangiardo, presidente nazionale Istat, durante un collegamento online all’inaugurazione del primo sportello virtuale “Puglia for Family”, ha reso noto che: «entro la fine dell’anno in Italia gli abitanti saranno meno di 59 milioni. Nel 2021 i 405 mila nati dell’anno precedente non verranno raggiunti, saremo sui 385-390 mila nati. A metà del secolo in corso i morti saranno più del doppio dei nati».

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