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Sale la tensione in Libia, gruppi armati hanno circondato il palazzo del primo ministro a Tripoli

Non è chiaro quali siano le intenzioni dei miliziani. Secondo i media locali alcuni quartieri della città sarebbero senza energia elettrica

Le immagini hanno cominciato subito a circolare sui social. A Tripoli un gruppo di uomini armati ha circondato l’ufficio del primo ministro della Libia Abdul Hamid Dbeibah. Secondo Sky News Arabia le milizie appartengono alla Brigata Al-Samoud, il loro leader ha dichiarato: «In Libia non ci saranno elezioni presidenziali e chiuderemo tutte le istituzioni statali». Secondo il piano del governo attuale, le elezioni avrebbero dovuto tenersi il 24 dicembre. Sempre i media libici hanno spiegato che il presidente del Consiglio presidenziale Mohammed al Menfi e i membri dello stesso Consiglio sono stati trasferiti in un luogo sicuro, le milizie avrebbero pianificato di assaltare anche le loro case. All’origine di questa azione ci sarebbero le tensioni scoppiate a Tripoli dopo la scelta del Consiglio di presidenza di sollevare dal suo incarico il comandante del distretto militare di Tripoli Abdel Basset Marwan e di mettere al suo posto il maggiore generale Abdel Qader Mansour.


Le milizie che avrebbero organizzato l’attacco sarebbero le forze più vicine al fronte islamico. Non è ancora chiaro se questa sia solo un’azione dimostrativa o un colpo di Stato. Al momento diversi media riportano che alcune parti della capitale libica sono rimaste senza elettricità. Il leader della milizia di Al-Samoud si chiama Salah Badi ed è stato inserito nella lista nera del Consiglio di sicurezza dell’Onu dal novembre 2018. Poche ore fa avrebbe lanciato un attacco contro Stephanie Williams, inviata delle Nazioni Unite. Salah Badi avrebbe detto: «Williams ha un ruolo criminale in Libia».


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