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La corsa al tampone di Natale: tutti in fila in farmacia con 15 euro per il cenone con i parenti

Dalla Lombardia al Lazio fino al Piemonte le strade si riempiono di chi vuole testarsi prima delle feste. E pazienza se l’attendibilità è ridotta

È scattata la corsa al tampone di Natale. Dalla Lombardia al Lazio fino al Piemonte ecco le file davanti alle farmacie che permettono di effettuare i test anti Covid-19. Che prima erano appannaggio soltanto dei non vaccinati che avevano necessità del Green pass per lavorare. Ma adesso c’è un’altra esigenza: quella di stare sicuri a Natale, quando i cenoni tra parenti e amici saranno la regola. Un tampone antigenico costa 15 euro e la risposta arriva in pochi minuti. E pazienza se l’attendibilità è molto ridotta. Ma c’è un problema: molti esercizi saranno chiusi nei dintorni dei giorni delle feste. E quindi bisogna farlo il prima possibile.


Molecolari o antigenici?

L’edizione torinese di Repubblica racconta che attualmente sono 1.200 le farmacie piemontesi che fanno tampone. Ma il 25 e il 26 saranno soltanto quelle di turno ad essere aperte. E fra queste non tutte eseguono i test. Per questo si formano le code. «La domenica arrivano anche persone da Alessandria e Cuneo – racconta un farmacista -. In questi giorni in fila ci sono anche moltissimi bambini». Chi è che si presenta in farmacia, a parte chi deve avere il Green Pass? Ci vanno anche persone che sospettano di essere state contagiate. E che non dovrebbero invece presentarsi, come ha spiegato il presidente di Federfarma regionale, Massimo Mana. E anche i titolari degli esercizi si preparano: «Noi facciamo il controllo della febbre nel locale dove facciamo i tamponi, spazi che abbiamo collocato all’esterno. Così, nel caso in cui si riscontri un positivo, possiamo rapidamente igienizzare quel locale e non intervenire su tutta la farmacia, dove l’attività deve andare avanti».


Il Corriere della Sera invece dice che a Milano è difficile prenotarne uno prima del 2022. A Roma invece i farmacisti alzano le serrande mezz’ora prima per soddisfare la clientela. E in Campania si spendevano già a novembre 765 mila euro per i test. I test prima del cenone sono stati benedetti anche dal presidente del Veneto Luca Zaia, che li ha consigliati ai cittadini e lo ha effettuato durante uno dei punti stampa sull’emergenza. Mentre c’è chi usa gli auto-test, che però non sono validi per il tracciamento e devono essere convalidati dal tampone. Quelli molecolari fatti in via privata intanto aumentano. Anche se i costi sono alti.

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