Draghi: «Con la variante Omicron serve massima cautela. Il Recovery? È il piano di tutto il Paese» – I video

Il premier: «Gli ultimi anni sono stati molto difficili, ma l’Italia ha dimostrato di sapere reagire con coraggio»

Il premier Mario Draghi, intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, ha fatto il punto della situazione epidemiologica nel nostro Paese. «Gli ultimi anni sono stati molto difficili per il nostro Paese, come per il resto del mondo. Mi riferisco alla pandemia e alla crisi economica, che hanno colpito soprattutto i più deboli», ha detto. Ma, in questi mesi, «l’Italia ha dimostrato, ancora una volta, di saper reagire alle crisi più dure con coraggio, determinazione, unità». I prossimi mesi saranno quelli decisivi per l’Italia nella lotta alla pandemia del Coronavirus: «L’altra priorità è la gestione della nuova fase della crisi sanitaria. La campagna di vaccinazione ci ha permesso di salvare vite e di riaprire l’economia, le scuole, i luoghi della nostra socialità. L’arrivo della stagione invernale e la diffusione della variante Omicron ci obbligano però alla massima cautela nella gestione dei prossimi mesi», ha aggiunto. Il governo adesso va spedito nella campagna vaccinale che, però, per essere davvero efficace, dovrà coinvolgere nel più breve tempo possibile tutto il mondo: «Durante la presidenza del G20, abbiamo incoraggiato la comunità globale a “vaccinare il mondo”, per aiutare i cittadini dei Paesi più vulnerabili e ridurre il rischio di nuove varianti. Il Global Health Summit dello scorso maggio a Roma ha visto i Paesi più ricchi e le case farmaceutiche impegnarsi a donare un numero considerevole di dosi. Dobbiamo mantenere queste promesse e assicurarci che i vaccini arrivino chi ne ha bisogno. L’Italia sostiene l’ambizione di vaccinare il 70 per cento della popolazione di tutti i Paesi entro metà 2022. Quest’obiettivo ora deve essere raggiunto». I prossimi mesi saranno quelli decisivi per l’Italia nella lotta alla pandemia del Coronavirus: «L’altra priorità è la gestione della nuova fase della crisi sanitaria. La campagna di vaccinazione ci ha permesso di salvare vite e di riaprire l’economia, le scuole, i luoghi della nostra socialità. L’arrivo della stagione invernale e la diffusione della variante Omicron ci obbligano però alla massima cautela nella gestione dei prossimi mesi», ha aggiunto. Il governo adesso va spedito nella campagna vaccinale che, però, per essere davvero efficace, dovrà coinvolgere nel più breve tempo possibile tutto il mondo: «Durante la presidenza del G20, abbiamo incoraggiato la comunità globale a “vaccinare il mondo”, per aiutare i cittadini dei Paesi più vulnerabili e ridurre il rischio di nuove varianti. Il Global Health Summit dello scorso maggio a Roma ha visto i Paesi più ricchi e le case farmaceutiche impegnarsi a donare un numero considerevole di dosi. Dobbiamo mantenere queste promesse e assicurarci che i vaccini arrivino chi ne ha bisogno. L’Italia sostiene l’ambizione di vaccinare il 70 per cento della popolazione di tutti i Paesi entro metà 2022. Quest’obiettivo ora deve essere raggiunto».


Dati alla mano, il presidente del Consiglio dei ministri ha fatto sapere che medici, infermieri e volontari fino a ora hanno somministrato «oltre 106 milioni di dosi di vaccino, uno sforzo senza precedenti nella storia recente». Infine ha parlato del Pnrr: «Nei prossimi cinque anni, dobbiamo investire 191,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri fondi per un totale di 235 miliardi di euro. Ci siamo impegnati a ridurre i divari, accelerare la transizione digitale ed ecologica, migliorare la scuola, la sanità e a riformare in modo profondo l’economia. Il Pnrr non è il piano di rilancio di questo governo. È il piano di tutto il Paese. Spetta a tutti, politici, funzionari, imprenditori, parti sociali, contribuire alla realizzazione in modo rapido, efficiente, onesto».


Foto in copertina di repertorio: TWITTER/PALAZZO CHIGI
Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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