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Dal caos tamponi alle file davanti alle farmacie: così Milano fronteggia il raddoppio dei contagi

Il numero dei contagi è raddoppiato nell’ultima settimana. E si moltiplicano le file davanti alle farmacie.

Milano è il nuovo focolaio d’Italia. Nell’ultima settimana il numero medio di contagi Covid giornalieri è più che raddoppiato. Oltre il 135%.Oggi l’incidenza è arrivata a 543, ben più alta del resto della Lombardia, dove la media regionale è di 440, e decisamente superiore alla media nazionale di 321. L’aspetto più preoccupante è l’improvvisa impennata di contagi, attribuibile in parte anche alla circolazione della variante Omicron. Solo ieri, i nuovi casi in città sono stati 4.640. Mentre si moltiplicano le file davanti alle farmacie per i tamponi. E intanto Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Milano, denuncia: il portale Ats per la prenotazione dei test non funziona da settimane.


La variante Omicron a Milano

Non è una coincidenza che l’ultima traccia di Omicron nella penisola sia stata rilevata proprio ieri nel capoluogo lombardo, precisamente nel laboratorio dell’Istituto Auxologico di Milano. Una situazione che pesa sulle strutture sanitarie quanto sulla vita di tutti i cittadini. Anche per questo, da oggi i test anti-Covid per il personale a diretto contatto con pazienti immunodepressi passa da una frequenza di 14 giorni a un test ogni 7 giorni. Per il resto del personale sanitario, la frequenza è stata invece portata da un test ogni 30 giorni ad almeno uno ogni 14 giorni. Lo ha deciso la direzione generale Welfare regionale, che inoltre ha raccomandato a tutte le strutture sanitarie l’utilizzo delle mascherine Ffp2.


Ma anche aumentare la frequenza dei tamponi non è facile. Con il Natale alle porte, le code davanti alle farmacie sono chilometriche, le attese durano ore, e le agende delle farmacie sono piene fino a gennaio con le prenotazioni dei tamponi rapidi. C’è chi fa 300 tamponi al giorno, uno ogni quarto d’ora, e si lavora fino a esaurimento scorte e in qualche vetrina già si può leggere la scritta: «Fine tamponi». «È in atto la tempesta perfetta: fuori dalle farmacie si concentrano i No vax, che devono tamponarsi ogni due giorni per lavorare, i bambini che sono stati in classe con positivi e i loro genitori, persone che sono state a contatto con positivi e persone che devono andare a cena con parenti e amici e vogliono un tampone di controllo», ha scritto su Facebook Selvaggia Lucarelli. «Ats Lombardia è in tilt, non riesce a garantire assistenza ai potenziali positivi. Le scuole sono nella confusione più totale. Parecchi, con sintomi o sospetta positività non riescono a fare il tampone – ha continuato la giornalista – Dunque caro Draghi e Speranza, anziché allargare l’obbligo dei tamponi, preoccupatevi di chi deve fare i tamponi ora».

Il caos tamponi

«Siamo molto preoccupati per la situazione dei tamponi ed il malfunzionamento dei sistemi informatici», ha spiegato Rossi, denunciando «una situazione ingestibile, che si nota dalle lunghe file davanti alle farmacie». Secondo il presidente dell’Ordine dei Medici il malfunzionamento non solo crea grandi difficoltà ai dottori, con conseguente spreco di tempo e di risorse, ma rende anche il personale sanitario «colpevole» di fronte ai pazienti, «aumentando ulteriormente il contenzioso medico-paziente, già reso incandescente da alcune dichiarazioni sconsiderate dell’assessore al Welfare».

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