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Zangrillo contro l’assalto alle farmacie per i tamponi: «Colpa del terrorismo giornalistico»

«Quando il Paese sarà distrutto ne chiederemo ragione agli “scienziati” e ai giornalisti innamorati del Covid-19», così scriveva su Twitter il primario del San Raffaele di Milano

«Santo Stefano, ore 10 a Milano. 200 metri di coda per alimentare le casse delle farmacie, il terrorismo giornalistico e certificare la morte del Paese». Così Alberto Zangrillo in un post pubblicato stamattina, 26 dicembre, su Twitter: oltre al messaggio, una foto scattata dalla sua auto in cui si vedono decine di persone in fila fuori da una farmacia nell’attesa di eseguire un tampone anti Covid. Il primario del reparto Anestesia e rianimazione del San Raffaele di Milano ha collegato l’assalto degli italiani fuori dalle farmacie al «terrorismo giornalistico», che, a suo dire, certifica «la morte del Paese». In un altro post Zangrillo aveva scritto: «A Milano gli assembramenti sono creati da persone in attesa di tampone fuori dalle farmacie. La paranoia da contagio, creata dai media, è una malattia incurabile». E ancora: «Quando il Paese sarà irrimediabilmente distrutto ne chiederemo ragione agli “scienziati” e ai giornalisti innamorati del Covid-19». Solo ieri, 25 dicembre, in Italia sono state registrate 54.762 nuove diagnosi di positività al virus e 144 i decessi. Il 24 dicembre i casi di contagio erano stati 50.599.



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