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Covid, nessun cambio di colore a Natale. Piemonte a un passo dalla zona gialla, altre 3 Regioni a rischio tra una settimana

Al momento, nessuna delle Regioni e delle Province autonome in giallo avrebbe i numeri per passare in arancione

Non ci saranno cambi di fascia a Natale. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, ogni Regione resterà del colore attuale. Il weekend natalizio, dunque, fotografa l’Italia nella situazione della scorsa settimana, con 7 regioni in giallo (Liguria, Marche, Veneto, Firuli Venezia Giulia, le province autonome di Trento e Bolzano e la Calabria) e 14 bianche. Molte, però, restano in bilico a causa dei dati in peggioramento con la variante Omicron. E i Governatori stanno pensando comunque a misure autonome di contenimento.


Le regioni a rischio

Il Piemonte sta andando verso la zona gialla, altre tre Regioni a rischio tra una settimana. Con i contagi in forte aumento e la variante Omicron in rapida diffusione, si appresta a cambiare la mappa delle restrizioni anti Covid a cavallo delle festività natalizie. Il Piemonte, in particolare, ha il 10 e 15 per cento di occupazione dei posti letto rispettivamente in terapia intensiva e nelle aree mediche. Secondo il governatore Alberto Cirio i valori sono sotto i limiti di allerta «ma dato che i nostri numeri sfiorano la soglia che fa scattare la zona gialla, lo abbiamo segnalato al ministro Speranza che assumerà la decisione finale». Tra una settimana rischiano di lasciare la zona bianca anche Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna.


Il Veneto resta in giallo

Restano in zona gialla Friuli-Venezia Giulia, Province autonome di Bolzano e Trento, Calabria, Veneto, Liguria e Marche. Al momento, nessuna delle Regioni e delle Province autonome in giallo avrebbe invece i numeri per passare in arancione. In Veneto, il governatore Luca Zaia ha detto: «In questo momento siamo al 17-18 per cento di occupazione in area non critica. Questo vuol dire che per raggiungere il 30 per cento, soglia limite per passare in zona arancione, si dovrebbero aggiungere, all’incirca, un altro migliaio di pazienti in più. Nel giro di 20 giorni, dovremo cominciare a porci il problema della zona arancione».

Immagine di copertina: ANSA/MATTEO CORNER

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