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Feste a casa, brindisi al ristorante e spostamenti: tutte le regole per il Veglione di Capodanno

Alla domanda su cosa fare a Capodanno non sarà possibile rispondere con concerti in piazza e discoteche. Tamponi e Super Green pass gli strumenti per brindare insieme. Nulla a che fare con la zona rossa dello scorso anno ma il rischio è che non basti

Firenze, poi Bergamo, Roma e Milano. Ancora prima dell’ultimo decreto Covid del 23 dicembre, la fuga dal Capodanno in piazza era già cominciata nella maggior parte delle principali città italiane. La paura di sindaci e assessori si è unita a quella del governo Draghi, che nell’ultimo documento ufficiale ha disposto l’assoluto divieto di festeggiamenti in piazza fino al prossimo 31 gennaio. E così, come in un déjà-vu con il 2021, anche le ultime ore di attesa del 2022 saranno all’insegna di regole e divieti anti Covid. Certo, nulla a che fare con la zona rossa dello scorso anno, quando gli unici spostamenti consentiti erano per motivi di lavoro, salute o stretta necessità fino al 3 di gennaio.


Niente feste all’aperto

Quest’anno il divieto sarà di festeggiare all’aperto e, per le discoteche, di aprire almeno fino al 31 gennaio. Non si balla e non ci si assembra per impedire alla variante Omicron di esplodere più di quanto, già ora, si possa prevedere per il mese di gennaio. I record di contagi continuano a segnare i bollettini giornalieri e gli esperti tengono a ribadire che questa non è l’ondata della nuova variante. La Delta, attualmente dominante sul territorio nazionale, continua a mietere infezioni aiutata da temperature invernali e comportamenti poco responsabili. Il timore è che il peggio debba ancora venire, con la nuova mutazione Omicron capace di contagiare 5 volte di più della già potente Delta. Il veglione di capodanno però è alle porte e mai come adesso si dovrà brindare sì, ma responsabilmente.


Come festeggiare al ristorante

Alla domanda su cosa fare a capodanno 2021 non si potrà rispondere né con prenotazioni in discoteca né con concerti e festeggiamenti di piazza. L’alternativa fattibile, concessa dal decreto Covid per le festività, saranno i ristoranti e i locali che non prevedono ballo. Si potrà prenotare la cena di capodanno al ristorante solo però se muniti di Super Green pass e quindi della Certificazione verde Covid-19 che attesti o l’avvenuta vaccinazione o l’avvenuta guarigione dal virus negli ultimi 6 mesi. Fare la fila in farmacia per un tampone dunque non servirà. Un provvedimento che ha mandato su tutte le furie i gestori dei locali, che stimano in 4 miliardi di euro le perdite per il settore e danno per certa la chiusura di diverse attività nelle prossime settimane.

I festeggiamenti in casa

Se la scelta sarà quella di rimanere a casa, il brindisi di Capodanno potrà coinvolgere un numero indefinito di persone. Prima che i fumi dell’alcol annebbino il buon senso, questo non vuol dire che saranno consentiti assembramenti e raduni di 50 persone in una sola abitazione. Significa piuttosto che, rispetto alle regole dello scorso anno quando erano permessi non più di due ospiti non conviventi con coprifuoco alle 22, non ci saranno restrizioni così rigide di numero e orario. La direttiva di governo ed esperti è anche quella di effettuare un tampone preventivo in un tempo subito precedente alla cena di capodanno. Iter previsto anche per i vaccinati (soprattutto se ancora in attesa del richiamo), come ormai noto protetti dalla malattia grave, ma non dalla possibilità di infettarsi o infettare. Un aspetto rilevante soprattutto se in presenza di soggetti fragili.

Spostamenti

Anche per gli spostamenti varrà quanto detto per i cenoni casalinghi. Ci si potrà spostare da un comune all’altro o da una regione all’altra senza necessità di autocertificazione per motivi di lavoro, salute o emergenza. Stessa cosa per viaggi all’estero.

Il pericolo delle feste “fai da te”

Uno dei timori più concreti di governo e presidenti di Regione è quello di ritrovarsi a dover arginare un incontrollato proliferare di feste private all’insegna di tutto ciò che sarà vietato, in primis balli e assembramenti. Come già accaduto nei mesi estivi, in mancanza di discoteche dove divertirsi e piazze dove festeggiare insieme, è possibile che i raduni privati si trasformino in feste ad alto rischio di contagio. «L’unico dubbio che continuo ad avere è che questa chiusura delle discoteche e sale da ballo generi, come è stato quest’estate, feste private incontrollabili. È l’unico punto su cui avevo suggerito di utilizzare il super Green pass e magari anche i tamponi», ha commentato a riguardo il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. «Speriamo si possa reggere, c’è un’ondata molto forte. Noi siamo rimasti bianchi anche questa settimana, quindi fin dopo Capodanno, però bisogna darsi da fare».

Lo stesso timore è quello dell’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato. I No Green pass su Telegram sembrano essere decisi a darsi appuntamento per la sera del 31 dicembre in piazza del Popolo a Roma. «Hanno rifiutato di vaccinarsi e vogliono darsi appuntamento per la sera del 31 dicembre? Il Campidoglio ha annullato il concertone nel rispetto delle regole e l’idea di queste persone è assolutamente fuori luogo» ha detto. «Un assembramento di non vaccinati vuol dire far scoppiare una bomba biologica nel centro di Roma».

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