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Cosa c’è dietro il pugno duro del governo australiano con il No vax Djokovic: dalla nuova emergenza Covid alle elezioni

Infezioni record, carenza di test che rendono complicato il tracciamento, quarantene che rendono insufficiente la manodopera e mettono a dura prova le catene di approvvigionamento, le prossime elezioni federali: il quadro in cui si inserisce la revoca del visto a Nole

Dietro la linea dura adottata nei confronti del numero uno del tennis mondiale Novak Djokovic – a cui è stato revocato il visto perché non vaccinato – c’è anche l’andamento critico della pandemia da Coronavirus in Australia. Il Paese è piegato da picchi giornalieri di nuovi contagi e gli ospedali sono travolti da centinaia di nuovi ingressi giornalieri di pazienti Covid. Anche le catene di approvvigionamento sono messe a dura prova dalla situazione pandemica. In un discorso alla nazione, il primo ministro Scott Morrison ha parlato della gravità della situazione e della difficoltà estrema nell’andare avanti con le operazioni di tracciamento dei positivi al Covid. I lunghi tempi di attesa per tamponarsi paralizzano la quotidianità di buona parte dei cittadini, senza contare che le scorte di test antigenici sono ormai carenti nella gran parte del Paese. Il primo ministro è sotto pressione per la gestione della pandemia, specie da quando la variante Omicron ha preso il sopravvento ed è rapidamente divenuta dominante nel Paese. Nell’ultima rilevazione Covid, l’Australia conta 72.392 nuovi contagi, dato che supera le 64.774 infezioni del giorno prima.


Il Paese è afflitto da tassi di infezione molto più alti che nelle altre regioni confinanti e, secondo alcuni scienziati locali, il peggio deve ancora arrivare. Oltre ai picchi giornalieri di nuovi positivi, in questa fase l’Australia soffre di un altro preoccupante fenomeno. Le misure restrittive come la quarantena e l’isolamento hanno provocato una grave carenza di manodopera che sta mettendo a dura prova la routine produttiva di aziende e imprese e, di conseguenza, le catene di approvvigionamento commerciale. In questo contesto, proprio a causa dell’ondata di rabbia collettiva per l’iniziale concessione alla star del tennis di poter giocare gli Australian Open nonostante fosse senza vaccino, il primo ministro australiano è stato costretto a intervenire e ad annullare il visto per Nole, considerata anche la pressione per l’imminente prova con cui dovrà misurarsi: le elezioni federali prima del prossimo maggio. «Le regole sono regole – recita il suo ultimo tweet -. Nessuno è al di sopra delle regole».


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