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Pressing delle Regioni per abolire i colori. L’ipotesi sui figli in Dad: «Il governo paghi i congedi ai genitori»

I presidenti chiedono nuovi criteri per la divisione in zone: «Considerare solo i ricoveri sintomatici»

«I colori servono a poco, su questo siamo tutti d’accordo». Con queste parole il presidente del Molise Donato Toma riassume il pensiero condiviso da tutti i presidenti delle regioni italiane. L’esponente di Forza Italia ha commentato la linea condivisa dai presidenti ai microfoni di Un giorno da pecora, su Rai Radio 1. «Con gli altri abbiamo parlato di abolire i colori delle regioni, non è più il caso», ha detto Toma, rivelando di aver avuto nelle ultime ore uno scambio personale anche con il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Tra le richieste emerse durante il primo tavolo di oggi, 19 gennaio, c’è quella di prendere in considerazione i casi Covid soltanto tra i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia e, dunque, senza includere gli asintomatici ricoverati per altre patologie. All’incontro hanno partecipato anche i tecnici del ministero della Salute, tra cui il direttore Generale della Prevenzione, Giovanni Rezza, e il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli.


Quarantene e tamponi

Intanto arriva la frenata sulla riduzione a 5 giorni delle quarantene per i positivi sintomatici, perché mancano, ad oggi, «sufficienti evidenze scientifiche». No anche alla rimodulazione del contact tracing con l’obiettivo di focalizzarlo sui sintomatici visti gli alti numeri dei contagi.


Nodo scuola

Oltre al tema dell’abolizione della divisione del territorio in fasce di colore sulla base dei contagi Covid e dell’andamento generale della pandemia, ci sono altre questioni sul tavolo del vertice. I governatori hanno affrontato il tema delle quarantene, quello della didattica a distanza vista la difficoltà della gestione Covid a scuola, fino all’eventuale nuovo conteggio dei casi positivi. Si parla dunque di una revisione globale delle misure per il contrasto del Coronavirus intorno alla quale stanno ragionando i governatori. Il presidente della Toscana Eugenio Giani, per esempio, ha detto quanto secondo lui sia importante, soprattutto per le scuole, definire criteri che siano meno rigidi e più flessibili sulla presenza in classe: «È inutile avere la presenza diretta, quando bastano due bambini positivi, magari totalmente asintomatici, per costringere tutti alla Dad».

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, invece, sempre in merito alla situazione Covid negli istituti scolastici e al ricorso alle lezioni in remoto, scandisce che «il governo deve mettere al più presto risorse importanti per coprire i congedi parentali. Non possiamo pensare che i bambini stiano a casa da scuola in quarantena senza genitori. E i genitori, se stanno a casa, devono essere pagati». Secondo il governatore, era «piuttosto prevedibile» che con la ripartenza della scuola si sarebbero verificate situazioni difficili come quelle che si stanno sperimentando. «Credo che a questo punto intervenire sul congedo parentale sia fondamentale – ha concluso – così da evitare nuovi danni economici pesantissimi».

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