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Il liceo di Cosenza occupato per un prof accusato di molestie: «Mi ha chiesto la foto del seno per il 6»

Il docente sotto accusa sarebbe stato al centro di analoghi “problemi” anche in altri istituti. Studentesse e studenti parlano di «abusi sapientemente nascosti negli anni»

Una studentessa del liceo scientifico del polo scolastico “Valentini-Majorana” di Castrolibero, in provincia di Cosenza, oggi maggiorenne, avrebbe presentato denuncia ai Carabinieri raccontando di essere stata vittima di molestie a sfondo sessuale da parte di un insegnante quando era al primo anno di scuola. E un’altra denuncia, collettiva, dovrebbe essere presentata nelle prossime ore, gestita dalla studentessa che ha fatto esplodere il caso su Instagram, insieme a un centro antiviolenza di Lanzino di Cosenza. Per dare la sufficienza nella sua materia il docente le avrebbe chiesto delle foto e le avrebbe riservato delle “attenzioni” a sfondo sessuale. Lo raccontano alcune testate locali come Cosenza Channel. «In prima liceo, questo professore mi ha chiesto la foto del seno per la sufficienza. Poi c’era anche la mia amica che ha visto la scena e mi ha accompagnato dalla preside che non ha fatto nulla perché quel professore è ancora qua», racconta la ragazza, secondo quanto ricostruisce Il Fatto Quotidiano, ai giornalisti accorsi davanti al liceo in questi giorni. La sua storia sarebbe solo l’inizio: i docenti coinvolti sarebbero almeno tre e sono emerse svariate testimonianze da parte di più di una decina di ragazze.


L’occupazione

Venerdì scorso l’istituto è stato occupato da centinaia di studenti e studentesse. «Alla scuola non sono mai pervenute denunce anonime e nemmeno ai carabinieri di Castrolibero», si difendeva la dirigente Maletta, mentre gli e le occupanti esponevano lo striscione «Stop alle molestie». Le testimonianze sono state pubblicate su una pagina Instagram. E oggi, come scrive Repubblica, all’Istituto di Castrolibero – che resta occupato «finché il docente di Matematica e Fisica non se ne andrà» – sono attesi gli ispettori del ministero dell’Istruzione. Patrizio Bianchi ha infatti chiesto una relazione alla dirigente scolastica, Iolanda Maletta, sulla vicenda. Laureato in Geotecnica, una figlia, il docente al centro della bufera non parla – anche su consiglio dell’avvocato: le testimonianze raccontano di sue presunte violenze verbali e le avance corporali che sarebbero proseguite per almeno sette anni. Così come non parla la preside.


L’accusa delle ragazze nei confronti della dirigente è che, informata, non avrebbe mai presentato denuncia alla procura. «Ha insabbiato tutto», spiegano le studentesse. «Se fosse vero anche solo il 10% di quello che le studentesse hanno raccontato, quel docente andrebbe radiato dalla scuola. Un educatore non può usare quel linguaggio, attuare quei comportamenti in aula. Una ragazza definita “una cavalla” o accarezzata contro la propria volontà sarà segnata per il resto della vita», si sfoga un docente, il professore di materie umanistiche, Francesco Cirillo, secondo quanto riporta Rep. Ha un figlio che frequenta la scuola e che sta occupando.

«In questo istituto abbiamo perso il rapporto con gli studenti. Grazie al lavoro della dirigente le iscrizioni sono esplose. Avevamo due sezioni, ora sono 12 e questo comporta un diradamento dei rapporti. Una volta c’era almeno un docente per classe pronto a raccogliere gli umori degli studenti, invece questa storia delle molestie non l’avevamo avvistata. Non ho elementi per dire che la preside l’abbia nascosta, certo ne ha gestito male la comunicazione come aveva fatto quando, a fine ottobre, un ragazzo di 14 anni era stato pestato a sangue da due balordi. Ho saputo che il docente di Matematica di cui parliamo aveva avuto gli stessi problemi in un altro istituto della città», racconta.

La pagina Instagram

La prima ragazza che ha cominciato a parlare racconta anche di aver subito qualche anno fa molestie da un compagno che sarebbe entrato in possesso e avrebbe poi diffuso materiale pornografico su di lei. Episodi riportati alla scuola. «Mi venne risposto che la colpa era mia, che ero io ad aizzare gli altri contro di me perché ‘rispondevo a tono’», dice.

«All’interno della scuola vengono ciclicamente e costantemente perpetrate delle molestie verbali e fisiche alle studentesse da parte dei professori. Questi vengono prontamente difesi dal corpo docente e soprattutto dalla preside che sminuisce le violenze subite dalle studentesse», si legge nel testo di una petizione lanciata da Call Out Valentini-Majorana. La preside Malletta aveva promesso un’indagine interna (ora superata dall’arrivo degli ispettori ministeriali, dopo essere andata nei giorni scorso a sua volta a denunciare i gestori della pagina Instagram call.out.valentini.majorana per diffamazione.

Il collettivo

Il collettivo “Femin.in cosentine in lotta” parla di «abusi sapientemente infangati negli anni e con una incredibile efficacia, complice anche la totale indifferenza di chi, all’interno della scuola, ha preferito mantenere intatta l’immagine della stessa, piuttosto che tutelare l’incolumità delle studentesse e degli studenti». La Procura della Repubblica di Cosenza indagherà ora sulle testimonianze pubblicate sui social. «Durante lo scorso anno scolastico nonostante la dad… il mio professore iniziò a scrivermi messaggi su whatsapp fuori contesto, a dire frasi fuori luogo e fare ‘apprezzamenti’… Mi videochiamava, cercava di contattarmi in continuazione in svariati modi tramite i diversi social», racconta una studentessa. «Vai in bagno, prendi il mio telefono e scattati una foto al seno, così esci con almeno la sufficienza», racconta un’altra ragazza. «Sentivo un nodo alla gola e avrei voluto tanto urlargli in faccia tutto lo schifo che provavo per lui, un uomo 50enne, con anche una moglie e una figlia. Ma essendo che ero debole, troppo debole per l’età che avevo, sono corsa in classe e subito dopo sono andata dalla preside impaurita».

Secondo un’altra testimonianza, «durante i compiti in classe faceva spostare la mia compagna di banco. Si sedeva e mi aiutava con matematica per farmi prendere la sufficienza, ma mentre mi spiegava cosa dovevo fare, poggiava la mano sulla schiena e pian piano scendeva. Cercavo di spostarmi per evitare che mi toccasse e lui la smetteva per un p o’. Dopo ricominciava… e mi indicava le cose cercando in qualche modo di toccarmi il seno». E ancora: «Ha detto ‘tranquilla polpettina che non ti faccio niente, non ti mangio, ci facciamo solo qualche carezzina dai’». Sul caso è intervenuta anche la deputata Pd Laura Boldrini: «Ho saputo di questo evento, a mio avviso gravissimo. È molto grave che le studentesse di Castrolibero non siano state credute. So che c’è una inchiesta della magistratura in atto, e mi auguro che si vada fino in fondo», ha detto nei giorni scorsi quando si trovava a Reggio Calabria per la presentazione del suo libro Questo non è normale. Come porre fine al potere maschile sulle donne.

In copertina Instagram | Call Out Valentini-Majorana

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