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Processo sugli attentati di Parigi, la prima difesa di Salah Abdeslam: «Non ho ucciso nessuno, erano operazioni militari»

09 Febbraio 2022 - 15:58 Redazione
This court-sketch made on September 8, 2021 shows Salah Abdeslam, the prime suspect in the November 2015 Paris attacks, standing on the first day of the trial of the November 2015 Paris attacks' taking place in a temporary courtroom set up for the proceedings at the Palais de Justice of Paris - Paris' historic courthouse, on September 8, 2021. - The biggest trial in France's modern legal history begins on September 8, 2021 over the November 2015 attacks on Paris that saw 130 people killed at the Stade de France, bars, restaurants and the Bataclan concert hall. The suicide bombing and gun assault by three teams of jihadists, planned from Syria and later claimed by the Islamic State group, was France's worst post-war atrocity. (Photo by Benoit PEYRUCQ / AFP)
L'uomo è considerato dagli inquirenti l'unico superstite del gruppo di terroristi che assaltò diversi punti di Parigi la notte del 13 novembre 2015. Nella strage morirono 130 persone
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32 anni, origini marocchine e una vita passata a Molenbeek, città belga vicino alla capitale Bruxelles. È questo il profilo di Salah Abdeslam, l’unico sopravvissuto del commando di terroristi che il 13 novembre 2015 organizzarono una serie di attentati a Parigi a partire dalla strage del Bataclan. In tutto quella notte furono uccise 130 persone e ne rimasero ferite altre 350. Fra le vittime anche l’italiana Valeria Solesin. Oggi Salah Abdeslam è stato interrogato a Parigi nel processo che vuole chiarire tutte le dinamiche di quella notte. In una serie di dichiarazioni rilasciate davanti ai giudici Abdeslam si è difeso citando Voltaire: «Tengo a dire oggi che non ho ucciso né ferito nessuno, neppure un graffio. Dall’inizio di questa storia, non si è smesso di calunniarmi. ‘Calunniate, calunniate’ consigliava Voltaire, qualcosa resterà». L’uomo ha definito gli attentati «operazioni militari».

«Il mondo occidentale impone la sua ideologia al resto del mondo. Per noi musulmani è un’umiliazione. Io appoggio lo Stato islamico, sono con loro, sono per loro, li amo», ha spiegato Abdeslam. L’imputato ha criticato la severità delle pene e dei procedimenti per chi è accusato di terrorismo: «In futuro quando qualcuno sarà nella metropolitana con una valigia esplosiva, e che all’ultimo momento vuole fare marcia indietro, saprà che non ha diritto di farlo, poiché sarà rinchiuso in carcere e umiliato». Al momento le autorità francesi accusano Abdeslam di essere colpevole dell’ideazione e della logistica degli attentati. Nei mesi successivi all’attentato l’uomo è riuscito a sfuggire alle autorità francesi. È stato arrestato il 18 marzo del 2016 a Molenbeek, las sua città Natale, qui si nascondeva in un appartamento insieme ad altri terroristi.

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