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Pino Cabras, l’onorevole No vax che non può entrare alla Camera: «Per arrivare a Roma passo da Budapest»

Non è immunizzato ma non ha nulla contro i vaccini. Però non vuole essere trattato da suddito. E da oggi deve rinunciare alla diaria di 200 euro e pagare la multa

L’onorevole Pino Cabras è stato eletto in Parlamento con il Movimento 5 Stelle ma oggi è presidente di Alternativa. Di mestiere fa l’analista finanziario ma è stato anche coautore di libri con Giulietto Chiesa. Dal M5s è stato cacciato per non aver votato la fiducia al governo Draghi. E ora, dice a La Stampa, non può più entrare alla Camera perché ci vuole il Green pass e si sente «segregato come Rosa Parks», ovvero l’eroina dei diritti civili divenuta famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco già tirata in ballo da Ugo Mattei. Lui non ha voluto farsi immunizzare: «No, io non sono vaccinato. La mia non è una scelta ideologica, come altri milioni di cittadini ho fatto un ragionamento di costi e benefici. Non ho nulla contro i vaccini: quando sono andato in Senegal ho fatto quello per la febbre gialla, l’epatite B, il tetano, il tifo e la profilassi antimalarica».


Ma il vaccino contro Covid-19 no, perché «ci hanno trattato da sudditi, con la violenza e l’estorsione. Molte persone si sono vaccinate non perché intimamente convinte ma perché ricattate». E da oggi non potrà più entrare alla Camera: «Perderò la diaria, circa 200 euro per ogni giorno in cui si vota, più la multa». Cabras fa sapere di aver speso finora 2 mila euro in tamponi, poi spiega come ha fatto ad andare avanti e indietro dalla Sardegna: «Ho dovuto aspettare febbraio, quando il ministro Speranza ha tolto la quarantena per chi arriva dall’estero». Ovvero ha cominciato a viaggiare con triangolazioni: «Sì: Roma-Budapest-Cagliari. Al ritorno sono passato da Bruxelles. Per i voli internazionali basta il Green Pass semplice». Ma senza affrettarsi troppo: «A Budapest mi sono fermato una notte. Per assaporare un po’ di normalità. Ho fatto il turista per un giorno: nessuno mi chiedeva il Green Pass, erano tutti vivi e sereni. Sono andato a mangiare un ottimo gulash». E in futuro cosa farà? «Un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo» contro l’obbligo vaccinale. L’ennesimo.


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