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Sindaca arrestata a Sabaudia, l’intercettazione degli indagati sui lavori in ritardo: «Grazie Covid». Si preparavano per i Mondiali di canottaggio

Nelle 500 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, Giada Gervasi viene accusata anche di aver cercato di depistare le indagini: «È emerso il tentativo della sindaca Gervasi di accreditarsi quale ‘confidente’ dei carabinieri di Sabaudia al fine di depistare le responsabilità a suo carico»

La sindaca di Sabaudia Giada Gervasi è stata arrestata con altre 15 persone con le accuse di corruzione, concussione e turbativa d’asta. Nell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari di Latina, Giorgia Castriota, si legge che secondo le accuse Gervasi sarebbe a capo di un sistema criminoso. Per Castriota si tratterebbe di: «Un consolidato e produttivo apparato clientelare tra i dipendenti del comune di Sabaudia e una serie di imprenditori privati. Al vertice di tale sistema criminoso si colloca proprio la sindaca del Comune di Sabaudia Giada Gervasi attorniata da soggetti che ricoprono anch’essi posizioni apicali all’interno della giunta comunale, quali assessori, dirigenti e consiglieri». Nel procedimento, che coinvolge anche amministratori, funzionari pubblici e imprenditori si contestano, a vario titolo, i reati di corruzione, peculato e falso ideologico. In base a quanto si apprende le indagini della procura di Latina hanno riguardato anche concessioni demaniali rilasciate dal comune di Sabaudia. Gervasi è accusata di 11 casi di turbativa d’asta e un caso di corruzione in relazione ad alcuni appalti per il Mondiale di canottaggio che si è tenuto a Sabaudia. Oltre alla sindaca Gervasi, finita agli arresti domiciliari, tra i coinvolti risulta anche l’ex direttore del parco nazionale del Circeo. Gli indagati in totale sono 20.


«I fatti contestati manifestano una spiccata inclinazione a delinquere degli indagati. L’affermazione trova riscontro se si considera, in particolare, la spregiudicatezza, la disinvoltura e la dimestichezza con la quale dipendenti comunali e gli altri pubblici ufficiali indagati abbiano sfruttato le rispettive posizioni al fine di dare vita ad un sistema di mercificazione della ‘res publica’ che, verosimilmente, perdura da anni all’interno del comune di Sabaudia»


L’ordinanza del gip Giorgia Castriota

Le accuse: dalle concessioni balneari alla Coppa del Mondo di canottaggio

Secondo l’accusa le 45 attività balneari presenti sul lido hanno goduto di favoritismi e privilegi. Il procuratore di Latina Giuseppe De Falco ha fatto sapere che in base a quanto accertato dagli inquirenti «alcuni dipendenti pubblici sarebbero, in concreto, i titolari di alcuni stabilimenti e chioschi oggetto di favoritismi». L’attività di indagine, condotta dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dai sostituti Antonio Sgarrella e Valentina Giammaria, è iniziata nel novembre 2019 a seguito dell’incendio alla centrale termica dell’Ente Parco Nazionale del Circeo e alle minacce al Comandante della Stazione Carabinieri Forestali “Parco di Sabaudia”.

Scrive in una nota della Procura: «I militari dell’arma, nel corso delle investigazioni, durate oltre sette mesi, hanno accertato e ricostruito undici episodi di turbativa d’asta, la formazione di innumerevoli atti falsi, nonché condotte corruttive che sarebbero state poste in essere dal sindaco di Sabaudia e da amministratori comunali, in concorso con imprenditori e funzionari comunali». Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori «è finita soprattutto la Coppa del Mondo di canottaggio, che si sarebbe dovuta svolgere a Sabaudia nel 2020, con riferimento alla quale appaiono favorite ditte compiacenti all’amministrazione comunale, sia nella realizzazione del campo di gara sia nell’affidamento del servizio di manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica, per un giro di affari di circa un milione di euro».

Dalle intercettazioni si legge anche che gli indagati erano in ritardo sull’organizzazione dei mondiali di canottaggio, tanto da sperare in un annullamento dovuto al Coronavirus. Scrive la procura: «L’incapacità gestionale degli indagati, sommata all’attuazione del piano criminoso teso a favorire gli imprenditori piuttosto che l’interesse della collettività, sono stati determinanti” a fare in modo “che il campo di gara non venisse ultimato nel termine stabilito”. Gli indagati sperarono in in coronavirus “per annullamento delle manifestazioni sportive». In particolare un indagato avrebbe detto: «Grazie a Dio, grazie al Coronavirus».

Il ruolo di Gervasi: «Spregiudicata, abile dissimulatrice dei fatti»

Nel verbale di oltre 500 pagine che ha definito tutti capi di accusa, Gervasi viene accusata anche di aver cercato di depistare le indagini: «Giada Gervasi, grazie al suo ruolo istituzionale, si è mostrata una abile dissimulatrice dei fatti e spregiudicata nel portare a termine i reati per fini politici». Non solo, avrebbe anche cercato di avvinarsi ai carabinieri di Sabaudia per accreditarsi come confidente e poi dare informazioni false: «Gli indagati hanno cercato finanche di deviare le indagini. In particolare è emerso nel corso dell’indagine il tentativo della sindaca Gervasi di accreditarsi quale ‘confidente’ dei carabinieri di Sabaudia al fine di depistare eventuali indagini o responsabilità a suo carico ed indirizzarle falsamente nei confronti di alcuni capi settori e di un assessore tanto da dichiarare falsamente di aver chiesto a quest’ultimo le dimissioni» .

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