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Il M5s corre ai ripari: assemblea sul nuovo Statuto il 10 marzo. Non si voterà su Rousseau

Potranno votare gli iscritti da almeno sei mesi, così come previsto da quel documento del 2018 che Vito Crimi aveva dimenticato di segnalare a Giuseppe Conte prima della sconfitta in tribunale a Napoli

Il M5s si prepara a mettere una toppa allo Statuto, dopo la decisione del tribunale di Napoli che terremotato i vertici grillini. Il 10 e 11 marzo il MoVimento proverà a ripetere la votazione bocciata dal giudice napoletano dell’agosto 2021, quando era stato modificato lo Statuto e poi eletto come presidente l’ex premier Giuseppe Conte. Un passaggio per certi aspetti formale, ma essenziale per evitare altri guai in tribunale ai Cinque stelle. In quegli stessi giorni, gli iscritti grillini dovranno anche votare per un’altra modifica allo Statuto, quella che permetterà anche al M5s di accedere ai finanziamenti pubblici del 2 per mille. In attesa del ricorso alla sospensiva arrivata da Napoli che sostanzialmente imporrebbe i voti per gli iscritti sulla piattaforma Rousseau, quello del 10-11 marzo si svolgerà ancora una volta sulla piattaforma SkyVote. Come spiega l’annuncio pubblicato sul sito del Movimento, avranno diritto di voto gli iscritti da almeno 6 mesi. Così come prevedeva la decisione del Comitato di Garanzia l’8 novembre 2018. Proprio quel dettaglio che il reggente protempore Vito Crimi aveva ammesso di non aver ricordato a Giuseppe Conte e che avrebbe potuto salvare i Cinque stelle in tribunale.


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