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Il nazionalista ucraino: «Non ci piegheremo mai a Putin. E non siamo nazisti né antisemiti»

Andry Bilecky è il fondatore del Battaglione Azov. E dice che due milioni di ucraini non rinunceranno mai a tornare alle loro case

«Noi a Kiev possiamo dare ordini, ma ieri sono morti due soldati ucraini e 18 sono stati feriti. Non c’è esercito al mondo che sopporti l’ordine di non difendersi». Risponde così in un’intervista a Repubblica Andry Bilecky, 42 anni, fondatore del Battaglione Azov che ha accumulato encomi militari e denunce per crimini di guerra. «Negli ultimi giorni il governo ha disposto ordini molto severi, e tutto il mondo ha visto che a sparare era il lato opposto del fronte. Ma il soldato che vede morire i suoi commilitoni ovviamente ignora l’ordine del generale. E lo stesso fa il capo responsabile dei suoi uomini». Ne ha circa 1260, dice, tra questi fino a poco tempo fa c’erano quattro italiani. Ma soprattutto, fa sapere, i suoi non accetteranno mai amputazioni territoriali dell’Ucraina: «Impossibile. Due milioni di ucraini sfollati non rinunceranno mai a tornare nelle loro case. E comunque la Russia non si fermerà. Dovremo lottare ovunque».


Bilecky risponde anche alle accuse di tortura: «Mi ricordo un “prigioniero” che non abbiamo mai catturato e ci accusava di averlo torturato. Non conosco guerre in cui una parte non accusi l’altra di crimini di guerra». Dice che non è nazista e che il fascismo è stato inventato in Italia: «I nostri simboli? Qualsiasi bastone che incroci un altro bastone somiglia a una svastica. Se poi mi chiede come la penso io, lo dico chiaro: sono di destra. Fine». E nemmeno si sente antisemita: «Assolutamente no, sono un convinto sostenitore di Israele: il suo modello di società e di difesa è molto vicino al modello ideale per l’Ucraina. Diversi ebrei hanno combattuto con noi, E abbiamo avuto anche tre antifascisti. Le opinioni personali non contano, conta difendere il Paese».


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