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Ucraina, stretta russa sull’informazione. Dopo Facebook, i giornali: «Divieto di parlare di vittime civili»

L’intento dell’ente governativo che controlla i media è quello di far coincidere il più possibile i contenuti veicolati dagli organi di informazione di Stato con quelli pubblicati dalle testate indipendenti

Al terzo giorno di offensiva russa sull’Ucraina, continua incessante l’opera del Roskomnadzor. Mosca ha vietato la diffusione di informazioni sulla guerra che non passino sotto la sua approvazione. E così il “Servizio federale per la supervisione nella sfera della connessione e comunicazione di massa” è al lavoro per controllare la miriade di informazioni sulla guerra in corso veicolate dai media, che transitano per i vari social network arrivando in tempo reale sugli smartphone della popolazione. L’ultima mossa dell’authority russa è stata quella di chiedere a dieci organi di informazione indipendenti di rimuovere dai loro contenuti pubblicati i resoconti «inaccurati» di vittime civili e di attacchi alle città da parte dell’esercito di Mosca in Ucraina. L’intento del Roskomnadzor è dunque quello di far coincidere il più possibile i contenuti veicolati dai media di Stato sovietici con quelli pubblicati dagli organi di informazione indipendenti. Nelle ultime ore, nel mirino dell’ente statale per il controllo sui media sono finiti i report che contengono «informazioni inaccurate circa il bombardamento di città ucraine e la morte di civili come risultato delle azioni delle forze russe». Nel caso in cui il materiale non venisse rimosso come richiesto – è l’avvertimento dell’authority russa – l’accesso ai siti di queste testate indipendenti sarà «impedito, il che fa presumere un oscuramento dei domini in questione.


L’ordine (respinto) a Meta

La pretesa del Roskomnadzor arriva all’indomani di un’altra richiesta o, per meglio dire, di un «ordine». I vertici della società Meta hanno fatto sapere che le autorità russe avrebbero loro ordinato di fermare il fact checking indipendente relativo ai contenuti postati su Facebook di quattro organi di informazione controllati dallo Stato. Tra i media sovietici che avrebbero veicolato notizie secondo Facebook non conformi al vero sono stati menzionati l’agenzia di stampa sovietica RIA Novosti, il canale televisivo Zvezda, i siti di informazione Lenta.ru e Gazeta.ru. I post di queste testate avrebbero subito delle limitazioni in seguito ai controlli indipendenti messi in campo dall’area fact checking di Facebook. La società Meta si è ovviamente rifiutata di aderire alle pretese del Cremlino e, come risultato, sono state annunciate delle sanzioni. Il Roskomnadzor ha fatto sapere che sarà imposta in modo diffuso una parziale restrizione dell’accesso a Facebook e alle altre piattaforme di Meta Inc., vale a dire Instagram, WhatsApp e Messenger. Oltre alle parziali limitazioni dell’accesso a Facebook, in giornata sono state confermate anche quelle a Twitter. Dal monitoraggio delle metriche in tempo reale, l’osservatorio Netblocks è in grado di mostrare che Twitter è stato limitato a diversi provider in Russia, proprio a partire da questa mattina.


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