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Iss, 8 Regioni passano in zona bianca, ma l’indice Rt sale. Rezza: «Aumentano casi dopo settimane, serve prudenza» – Il video

A comunicarlo è stato poco fa il ministero della Salute alla luce degli ultimi dati della cabina di regia

Buone notizie per otto regioni italiane – Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana e Valle D’ Aosta – che da lunedì 14 marzo passeranno in zona bianca. Prima erano gialle. Così il totale di regioni in area bianca sale a 17. A comunicarlo è stato il ministero della Salute alla luce degli ultimi dati della cabina di regia che, dunque, confortano le autorità sanitarie italiane. La scorsa settimana, invece, erano passate in area bianca Abruzzo, Piemonte e Trento. L’indice di contagio, intanto, è in crescita a 0,83 e l’incidenza incrementa a 510 casi ogni centomila abitanti, stando ai dati del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute sull’emergenza Coronavirus in Italia. Nel dettaglio, l’indice di contagio arriva a 0,83 rispetto allo 0,75 della scorsa settimana e sale anche l’incidenza dei casi Covid che, questa settimana, si attesta a 510 per 100 mila abitanti rispetto a 433 per 100 mila della settimana precedente. Negli ospedali l’occupazione delle terapie intensive scende al 5%, quella delle aree mediche vede ricoveri in calo al 12,9%. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 5,5% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 10 marzo) contro il 6,6% della scorsa settimana (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 3 marzo). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è, invece, al 12,9% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 3 marzo) rispetto al 14,7% della settimana precedente (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 3 marzo).


Ciò nonostante, cinque regioni sono a rischio moderato. Le restanti regioni/ppaa sono classificate a rischio basso secondo il dm del 30 aprile 2020. Sono 9 le regioni/ppaa che riportano almeno una singola allerta di resilienza. Una regione/pa riporta molteplici allerte di resilienza. La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (17% contro il 16% della scorsa settimana) ed è in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (37% contro il 35%), mentre diminuisce quella dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (46% rispetto al 49%). L’attuale situazione, caratterizzata da elevata incidenza, non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento. Per il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, «anche se vediamo un calo delle ospedalizzazioni notiamo, però, un aumento nel numero dei casi. Quindi la circolazione virale resta piuttosto elevata ed è bene affrontare questa fase mantenendo comportamenti prudenti».

Tutte le Regioni scese sotto soglia per le intensive

Questa settimana nessuna regione risulta superare la soglia di allerta del 10% in termini di occupazione dei posti in terapia intensiva da parte di malati Covid-19. La scorsa settimana l’unica regione oltre soglia era stata la Sardegna (con il 12,7%). Per la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti ordinari, invece, la situazione risulta stabile, con 10 regioni sopra il valore. Abruzzo (18,4%); Basilicata (24,4%); Calabria (28,7%); Lazio (16,2%); Liguria (15,1%); Marche (16,6%); Puglia (18,6%); Sardegna (19,5%); Sicilia (23,1%); Umbria (21,5%).

L’Umbria

L’incidenza dei casi di Covid rispetto alla media nazionale in Umbria, questa settimana, è quasi doppia, con 993,4 casi per 100mila abitanti rispetto al valore nazionale di 510. Seguono la Calabria con 780,7 e le Marche con un valore pari a 752 per 100mila abitanti, poi la provincia autonoma di Bolzano con 723.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/TINO ROMANO

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