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Il ministro Patuanelli: «L’aumento del prezzo del grano è incomprensibile. C’è una speculazione»

Nei giorni scorsi anche il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani aveva parlato di speculazione per l’aumento del prezzo dei carburanti

Il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli ha commentato l’aumento dei prezzi del grano che già nei mesi scorsi aveva affrontato diversi aumenti ma con l’inizio della guerra in Ucraina è diventata sempre più cara. Ai margini di un convegno organizzato da Afidop (produttori di formaggi italiani), Patunelli ha detto che non ci sono motivi reali per registrare un aumento così rilevante: «Più che un rischio ormai è una realtà: il prezzo del grano è aumentato in modo incomprensibile rispetto a un tema di mercato perché c’è sicuramente un fenomeno speculativo come in tutte le merci che vengono scambiate nel sistema borsistico». Tornando sul tema delle importazioni, Patuanelli ha chiarito anche che la produzione di questo tipo di materie deve essere implementata nell’Unione europea: «Noi dobbiamo avere la capacità a livello europeo di incrementare le produzioni interne di alcuni prodotti tra cui mais grano e soia».


Sempre Patuanelli ha anticipato che già in settimana verrà firmato dal governo Draghi un decreto per tagliare il prezzo dei carburanti: «Stiamo valutando un taglio delle accise che non è differibile a mio avviso. Così come bisogna valutare altre tipologie di Interventi non solo a livello nazionale ma anche europeo. Il decreto sarà pronto sicuramente questa settimana. Il tema è riuscire a capire come reperire le risorse necessarie per un intervento che sia percepibile da imprese e cittadini». Il rischio che anche sul carburante sia in atto un aumento dei prezzi di tipo speculativo è stato anticipato anche dal ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani. Il 12 marzo a Sky Tg24 Cingolani aveva spiegato che non c’erano motivi per una crescita così forte dei prezzi: «Un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. La crescita non è correlata alla realtà dei fatti, è una spirale speculativa su cui guadagnano in pochi, una colossale truffa a spese dei cittadini e delle imprese».


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