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I dubbi sul missile che ha colpito Donetsk

Proseguono le indagini volte ad accertare le origini del lancio che ha causato la strage nella città ucraina

Il 14 marzo 2022, l’ambasciata russa in Italia condivide un tweet del Ministero degli Esteri dove vengono pubblicate le foto del missile che ha colpito un quartiere residenziale di Donetsk. Mosca accusa l’Ucraina di aver causato la morte 20 persone e di averne ferite altre 28, inclusi donne e bambini. Russia Today (RT), media finanziato dal Cremlino, pubblica un articolo dal titolo «Civilians killed as Donetsk hit by ballistic missile, the DPR says» dove il portavoce dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (DPR), Eduard Basurin, ricostruisce le dinamiche dell’accaduto.


Le dichiarazioni del portavoce della DPR

Secondo quanto riportato da RT, Eduard Basurin afferma che il missile era stato intercettato e distrutto a mezz’aria, ma una delle sue parti sarebbe esplosa riuscendo a colpire la città, non lontano dall’edificio principale del governo locale. Secondo Denis Pushilin, leader dell’autoproclamata DPR, se il missile non fosse stato abbattuto avrebbero conteggiato un numero di vittime più alto rispetto a quello registrato.


L’origine del lancio missilistico

Il missile risulta essere un Tochka-U in dotazione dell’esercito ucraino. Di origine sovietica, già utilizzato dall’esercito di Vladimir Putin durante l’invasione. Entrambi gli schieramenti contestano l’utilizzo di tale strumento bellico. Il quotidiano La Stampa pubblica un’immagine diventata simbolo di questo evento, senza però specificare che la foto con l’anziano signore in lacrime fosse un abitante di Donetsk e non di Kiev, o di altre cittadine sotto il controllo dell’Ucraina, scatenando l’indignazione nell’utilizzare lo scatto in maniera fuorviante. Quel missile, fino a prova contraria, è stato etichettato come ucraino e colpevole della strage avvenuta in città, ma ci sono molti punti ancora scuri e difficili da ricostruire con così poche informazioni.

In molti hanno cercato di cimentarsi nella verifica dell’origine del lancio missilistico, questo per ottenere una prova valida per accusare o Kiev o Mosca. Tra questi troviamo anche il gruppo Bellingcat, il quale non è riuscito ad ottenere risposta dai dati per ora disponibili. Bisogna tenere in considerazione che non si ha idea di quale possa essere stato il vero bersaglio del missile, che di fatto è stato colpito e probabilmente dirottato dalle forze russe involontariamente verso il centro città. C’è chi, come il gruppo Conflict Intelligence Team, avrebbe effettuato un’analisi tale da ritenere un probabile punto di partenza del lancio: da Sud Est, dal territorio controllato dalle forze russe. Open Fact-checking non ritiene possibile confermare l’analisi svolta dal gruppo.

In corrispondenza dell’analisi pro-ucraina, il Ministero degli Esteri ucraino pubblica un tweet con le stesse foto scattate a Donetsk con un messaggio neutro: «You may not understand the language, but the grief on the faces of these people is clear to everyone» indicanto la geolocalizzazione degli scatti, ossia Donetsk.

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