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Crisi energetica, pronta la task force Ue per l’acquisto congiunto del gas

Non c’è accordo sul tetto europeo al prezzo dell’energia reperita sul mercato. La proposta europea punta molto sullo stoccaggio che dovrà arrivare all’80% già nel prossimo inverno

Comincia il percorso verso l’indipendenza energetica dalla Russia. La Commissione europea – nella Comunicazione che accompagna la proposta di regolamento avanzata a Bruxelles in vista del Consiglio europeo di domani – propone l’istituzione di una task force per gli acquisti comuni di gas sul mercato internazionale, sulla stessa scia dell’esperienza dei vaccini contro il Covid. La proposta arriva per provare a limitare la dipendenza dal gas russo, forte in alcuni paesi a cominciare da Italia e Germania, e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti per gli stati dell’Ue. Non solo: secondo la proposta di regolamento, gli Stati membri sarebbero obbligati a immagazzinare «un livello minimo di stoccaggio del gas dell’80 per cento per il prossimo inverno, che salirà al 90 per cento dall’1 novembre per gli anni successivi». A monitorare le prestazioni degli Stati membri ci sarà poi un gruppo specifico di coordinamento del gas nel settore della sicurezza dell’approvvigionamento del gas». La parziale indipendenza energetica dalla Russia viene considerata un obiettivo possibile, considerata l’elevata capacità di stoccaggio di alcuni paesi. Tra questi l’Italia, seconda solo alla Germania, posto che, come noto, entrambi i paesi sono anche tra i primi per consumo di gas. Per tutti i gestori del sistema di stoccaggio, stando alla proposta di regolamento, sarà prevista anche una nuova certificazione obbligatoria per evitare influenze esterne sull’infrastruttura di stoccaggio critica. Chi non si doterà di questa certificazione dovrà rinunciare alla proprietà degli impianti di stoccaggio del gas dell’Ue.


«È indispensabile mettere un tetto al prezzo del gas»

Resta sul tavolo, invece, ma senza prese di posizione nette, l’idea di mettere un tetto europeo al prezzo del gas e dunque il rischio è che l’apertura a nuovi mercati porti con se anche l’aumento esponenziale dei costi energetici. Il tema è caro soprattutto all’Italia, data la dipendenza dal gas in arrivo dall’estero e il caro prezzi registrato già in questa fase: «Per troppo tempo le decisioni su questa materia sono state ostaggio di esigenze a breve termine dei governi e di strategie nazionali miopi che hanno finito per esporre i consumatori europei alla volatilità dei prezzi delle fonti fossili e dei cambiamenti geopolitici» afferma in una nota Brando Benifei, il capodelegazione del Pd al Parlamento europeo. «Inoltre – aggiunge Benifei – è indispensabile mettere un tetto al prezzo del gas a livello europeo per contenere i prezzi dell’elettricità. Famiglie e imprese si aspettano protezione di fronte all’impennata dei costi di questi mesi che finiscono per pesare maggiormente sui gruppi sociali più vulnerabili».


La risposta di Putin contro i paesi ostili

Ovviamente che il tema sia centrale per l’Europa è noto allo stesso presidente russo. In una riunione di governo infatti, Vladimir Putin ha annunciato una serie di misure contro i paesi ostili. Tra questi ha annunciato che non accetterà dollari e euro per il pagamento delle forniture russe di gas. Dovrà essere effettuato con la valuta russa, il rublo.

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