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Iss, la mappa delle Regioni torna tutta in bianco: anche la Sardegna lascia il giallo

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità sulla pandemia in Italia: l’incidenza cresce a 848 casi ogni centomila abitanti, mentre l’indice di contagio non è mai così alto dallo scorso ottobre. Quattro regioni a rischio alto

Sa lunedì 28 aprile tutta l’Italia sarà in zona bianca. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ultima ordinanza sui colori delle Regioni italiane, dopo che il monitoraggio settimanale dell’Iss ha rilevato un ulteriore miglioramento nei tassi di occupazione degli ospedali in Sardegna, l’ultima regione italiana che sino a oggi si trovava in zona gialla. Da lunedì la regione passerà in zona bianca, come tutte le altre regioni e province autonome d’Italia. In qualsiasi caso, il passaggio in zona bianca durerà solo per alcuni giorni, perché il sistema di divisione in fasce colorate cesserà comunque il prossimo 31 marzo, in concomitanza con la fine dello stato di emergenza deciso dal governo. A livello nazionale, tuttavia, la situazione epidemiologica non è in miglioramento. Il monitoraggio Iss ha infatti registrato un nuovo aumento dell’indice Rt e dell’incidenza di casi Covid.


Il monitoraggio settimanale dell’Iss

L’indice di contagio Rt in Italia è ancora in aumento, e questa settimana arriva a 1.12, superando dunque la soglia epidemica dell’unità, un valore che non si registrava dallo scorso ottobre, quando aveva toccato l’1.15. L’incidenza della pandemia di Covid-19 arriva a 848 casi ogni centomila abitanti. Secondo il report nel periodo 2-15 marzo, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,12 in aumento rispetto alla settimana precedente e con un valore superiore sopra la soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero: Rt 1,08 al 15 marzo contro Rt 0,90 al 8 marzo. Aumenta anche l’incidenza settimanale a livello nazionale: 848 ogni 100.000 abitanti rispetto a 725 ogni 100.000 abitanti della scorsa settimana. In sette Regioni l’incidenza questa settimana supera i 1000 casi di Covid-19 per 100mila abitanti: si tratta di Abruzzo (1095,1), Basilicata (1209), Calabria (1118,5), Lazio (1023,5), Marche (1187,1), Puglia (1352) e Umbria (1548,9). Secondo il monitoraggio dell’Iss sono in salita i ricoveri ordinari, mentre sono ancora in lieve calo le terapie intensive. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 4,5% mentre era al 4,8% la scorsa settimana. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale invece sale al 13,9% contro il 12,9% della settimana precedente.


Il tracciamento dei casi e i livelli di rischio delle regioni

In compenso la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (15% contro 14% la scorsa settimana). È stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (37% contro 37%), mentre è in lieve diminuzione quella dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (48% contro 49%). Undici regioni si collocano sopra la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti di area medica da parte di pazienti Covid. Sono: Abruzzo (20%), Basilicata (25,7%), Calabria (33,8%), Lazio (17,4%), Marche (22,1%), Molise (15,9%), Puglia (20,8%), Sardegna (19,9%), Sicilia (24,3%), Toscana (15,4%), Umbria (30,1%). Nessuna Regione o Provincia autonoma supera invece la soglia di allerta del 10% per l’occupazione delle terapie intensive da parte di pazienti Covid. Infine quattro regioni sono classificate a rischio Alto a causa di molteplici allerte di resilienza. Le restanti sono classificate a rischio Moderato, di cui tre ad alta probabilità di progressione a rischio alto.

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