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Torna l’ora legale, e probabilmente non sarà l’ultima volta: pro e contro della sua abolizione

Il cambio dell’ora porta più danni che benefici, ma in Ue non si riesce a decidere se mantenere quella solare o quella legale

Anche quest’ultima domenica di marzo, come nel nostro paese accade ogni anno ininterrottamente dal 1965, tornerà in vigore l’ora legale. Gli orologi salteranno un’ora, passando direttamente dall’1:59 alle 3:00. Una pratica che secondo il parlamento europeo sarebbe dovuta terminare un anno fa, ma che continua comunque, a causa delle opinioni discordanti su quale ora adottare definitivamente in Europa: quella solare o quella legale. Nel frattempo, anche negli Stati Uniti si discute del Sunshine Protection Act, che renderebbe l’ora legale permanente nel paese.


Le ragioni della risoluzione europea

L’ora legale è stata istituita principalmente per ragioni di risparmio energetico. Nel 2021, il risparmio per gli italiani è stato di circa 105 milioni di euro. Tuttavia, da anni si discute se questa pratica abbia ancora senso, visti i disagi e i comprovati danni alla salute che lo sbalzo d’orario causa nelle persone. Proprio per questo, nel 2019, il parlamento europeo ne ha abolito l’obbligo. Come si legge nella risoluzione sono diversi i settori che vengono impattati negativamente dal cambio dell’ora: l’agricoltura, i cui raccolti si riducono; l’allevamento, dato che il cambio di ritmo influenza i bioritmi degli animali e riduce, ad esempio, la produzione di uova e latte. Infine, spostare le lancette in avanti ha effetti negativi anche sulle persone: nei giorni successivi al cambio si registrano più infarti, più infortuni sul posto di lavoro e più morti in incidenti stradali.


La diatriba

La risoluzione del parlamento europeo è passata in secondo piano a causa di Brexit e dell’emergenza Covid, ma non solo. Tecnicamente, ogni stato è libero di scegliere per se stesso, ma il parlamento europeo ha invitato i membri dell’Unione a «coordinarsi nella scelta di un fuso orario» per «assicurare il corretto funzionamento del mercato interno e dei trasporti». Trovare un accordo non è facile. Alcuni paesi hanno da anni reso note le loro intenzioni, come la Francia e la Germania, che vorrebbero restare sempre in ora legale, mentre altri, come ad esempio i pesi nordici, preferirebbero mantenere sempre l’ora solare, per non estendere le già lunghe giornate estive, in cui il sole tramonta anche dopo le 23. Infine, alcuni paesi, come Italia, Grecia e Portogallo, preferirebbero continuare a cambiare due volte all’anno. Ma, stabilito che continuare a cambiare orario due volte all’anno porta più danni che benefici, quali sarebbero i vantaggi di mantenere sempre l’ora solare? E di mantenere sempre l’ora legale?

I vantaggi dell’ora legale permanente

I sostenitori dell’ora legale tutto l’anno la associano, tra le altre cose, a una minore mortalità sulle strade. Il buio è notoriamente causa di un incremento del numero di incidenti. In aggiunta a ciò, il numero di persone sulla strada di sera è maggiore di quello al mattino. Di conseguenza, è probabile che l’ora legale permanente ridurrebbe il numero di morti sulle strade. Inoltre, uno studio ha evidenziato che un’ora di luce in più alla sera è associata a una riduzione del tasso di criminalità. Infine, mantenere l’ora legale tutto l’anno potrebbe garantire un ulteriore risparmio di energia, dato che la maggior parte delle persone è sveglia nel tardo pomeriggio, quando in inverno il sole tramonta, ma non tutti lo sono all’alba e quindi non usufruiscono della luce nelle prime ore del mattino. I sostenitori dell’ora legale permanente fanno notare che un’ora di luce in più alla sera favorirebbe le attività commerciali, dove i clienti si recano per lo più la sera piuttosto che al mattino presto.

I vantaggi dell’ora solare permanente

D’altro canto, in un’Europa dove fosse sempre in vigore l’ora legale si creerebbero forti discrepanze tra i ritmi circadiani delle persone e il ciclo dì/notte. Il corpo umano è fatto per svegliarsi con il sorgere del sole. Svegliarsi quando ancora è buio mette confusione al fisico, che non riesce a sincronizzarsi con l’ambiente esterno e a “intuire” che ora è. Se l’ora legale restasse in vigore tutto l’anno, la sveglia di molti suonerebbe ben prima dell’alba. In questo scenario ipotetico, il 30 dicembre, a Milano, il sole sorgerebbe alle 9:02, ad Amsterdam alle 9:50, a Bergen, in Norvegia, alle 10:42, acuendo il già marcato problema della mancanza di luce al mattino nei paesi del nord Europa. Questa discrepanza è considerata causa di insonnia, disturbi metabolici, problemi cardiovascolari, sbalzi d’umore e persino di una ridotta aspettativa di vita e di un incremento nel rischio di cancro, che si riscontra anche in chi lavora di notte. Questi disagi potrebbero essere evitati adottando permanentemente l’ora solare, che garantirebbe una maggior aderenza tra il ciclo dì/notte e i ritmi circadiani del corpo umano, specialmente d’inverno. La risoluzione del parlamento europeo rimane sul piatto, ma al momento pare che si dovrà attendere ancora per una decisione definitiva, che magari farà tesoro degli effetti del Sunshine Protection Act americano.

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