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Il generale Graziano: «Ci vogliono 20 mila uomini lungo il confine del Donbass per la pace»

Il presidente del Comitato Mililtare Ue: «Putin ha bisogno di una via d’uscita»

Il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea, spiega oggi in un’intervista a Repubblica che per la pace in Ucraina potrebbe servire una forza di interposizione al confine con la Russia fatta di 20 mila uomini. Mentre il Donbass potrebbe diventare come il Libano. «Per Beirut c’era un accordo delle Nazioni Unite. Qui ci vorrebbe un accordo russo-ucraino per chiedere l’intervento di una forza di pace. Il problema è che la Russia siede nel Consiglio di sicurezza dell’Onu e ha un diritto di veto. Comunque, bisognerebbe innanzitutto cessare le ostilità e mettere in piedi un gruppo di interposizione con numeri importanti: 15 mila – 20 mila uomini, schierati lungo il confine sul Donbass. Con chiare indicazioni e regole di ingaggio e un mandato molto preciso. Le forze di separazione devono essere ben protette e bene armate perché se fossero deboli qualcuno avrebbe la tentazione di attaccarle».


Secondo Graziano nonostante gli annunci i russi non si stanno ritirando: «È solo una sosta operativa. Noi abbiamo esperienze di campagne russe in Georgia, in Siria, in Crimea, utilizzando poche forze molto efficaci. Se ripiegano lo fanno per riorganizzarsi. Il loro piano A è fallito, e sicuramente il loro obiettivo minimo è il Donbass e Mariupol. Spero che il negoziato proceda perché è l’unica via per la pace. Questo però solo quando c’è la volontà delle parti e le armi tacciono. E per ora non è così. Siamo in una fase di stallo operativo». Ma, conclude nel colloquio con Gerardo Greco, bisogna lasciare una via d’uscita a Putin: «Non può perdere ma neanche vincere, e vuole conseguire obiettivi che gli permettano di non perdere almeno la faccia».


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