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Mosca ammette «perdite significative» tra i soldati russi in Ucraina

Il portavoce del Cremlino, poi, ha escluso che Putin possa essere processato da una Corte internazionale per i crimini commessi in guerra

Intervistato da Sky News Uk il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha ammesso che la Russia ha avuto «perdite significative» in Ucraina. Non ha dato, però, i numeri di quella che ha definito, senza mezzi termini, «una tragedia». Ha negato, poi, che «l’operazione speciale» – così come la chiamano i russi – stia andando male mentre ha liquidato il ripiegamento dalla regione di Kiev come «un gesto di buona volontà», fatto solo per favorire i negoziati tra Russia e Ucraina. Infine, da una parte ha accusato i «nazionalisti ucraini» di aver commesso crimini di guerra e di aver usato «i civili come scudi umani», dall’altra ha escluso che il presidente russo Vladimir Putin possa essere processato da una Corte internazionale. Secondo gli ultimi bollettini diffusi dalle autorità ucraine, i soldati russi uccisi sarebbero oltre 18.500. Il ministero della Difesa russo lo scorso 25 marzo aveva riconosciuto solo 1.351 soldati caduti in battaglia. Era nato anche un giallo sul sito filogovernativo Komsomolskaya Pravda, che aveva pubblicato un post in cui riportava 9.861 soldati russi uccisi. Post che era stato rapidamente cancellato, accompagnato dalla denuncia del quotidiano di un attacco hacker.


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