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Il governatore di Lugansk braccato dai russi: «Qui sta per succedere l’inferno, è questione di giorni»

L’esercito russo dà la caccia a Serhiy Haidai, costretto a cambiare di continuo i suoi nascondigli per salvarsi. Sulla conquista russa del Donbass, il governatore non ha dubbi: avverrà entro il 9 maggio, perché le ricchezze delle miniere di quella regione sono fondamentali per il Cremlino

«Sta per succedere un inferno», annuncia Serhiy Haidai, governatore della provincia di Lugansk, nel Donbass, in un’intervista al Corriere della Sera. L’esercito russo, mentre continua i bombardamenti, sta riposizionando le truppe ai confini e – spiega il governatore – «per cantare vittoria Putin deve conquistare tutto il Donbass, soprattutto dopo la sconfitta di Kiev. Ed è questione di giorni». Durante l’intervista al Corriere si trovava in un nascondiglio a Severodonetsk, ma ha già cambiato posizione. I russi lo stanno cercando e lo vogliono uccidere. Mentre annuncia l’imminente attacco spiega anche che nonostante Putin parli di «liberazione», si tratta invece di una questione strategica per le miniere della regione. Il governatore, che già i giorni scorsi aveva raccontati la distruzione degli ospedali, annuncia che questa volta sarà «peggio di Bucha e Mariupol perché l’obiettivo è distruggere tutto». L’attacco che si aspettano è «cento volte più forte» degli altri, e non hanno bunker in cui nascondersi, ma solo scantinati. Questo perché «i russi controllano da 8 anni le grandi città della regione, come Lugansk, dove si trovano le strutture e infrastrutture più importanti, e anche i bunker». Secondo il governatore Putin si prenderà le regioni di Lugansk e Donetsk entro il 9 maggio, l’anniversario della capitolazione della Germania nazista del 1945.


[Foto di copertina di LB.ua]


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