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Dopo il nuovo arresto del suo stalker, parla la pallavolista Alessia Orro: «Denunciate la violenza, non abbiate paura»

L’uomo che l’ha perseguitata è un impiegato di banca di 55 anni: secondo gli investigatori, sarebbe andato in tutti gli incontri della squadra, trasferte comprese, scegliendo gli stessi hotel dove la ragazza soggiornava e seguendola persino in Turchia

«Ragazzi e ragazze non abbiate paura di denunciare, la violenza, in qualsiasi forma essa sia, non va assolutamente sottovalutata». A scriverlo è Alessia Orro, pallavolista azzurra, dopo che i carabinieri hanno arrestato, per la seconda volta, il suo stalker, un impiegato di banca di 55 anni. «Siate coraggiosi, perché io in prima persona so benissimo quanto possa essere difficile, soprattutto – ha scritto su Facebook la 23enne, pallavolista della Vero Volley Monza e della nazionale – quando ti rendi conto che il passato potrebbe tornare nel presente, ma vi posso assicurare che sarebbe ancora più difficile affrontarlo da soli». «È stato doloroso riaprire una vecchia ferita, ma sono estremamente felice che tutto questo per ora sia finito», ha concluso.


Chi è il suo stalker

Il 55enne, Angelo Persico, secondo quanto risulta dalle indagini, sarebbe stato ossessionato dall’atleta, convinto peraltro che lei sarebbe dovuta essere «la donna della sua vita». Arrestato per la prima volta nel 2019, ieri è stato (di nuovo) bloccato a Villasanta, a Monza, quando, per l’ennesima volta, stava pedinando la ragazza mentre entrava nel palazzetto dello sport Arena di Monza per i consueti allenamenti. L’uomo avrebbe pedinato Orro, seguendola in tutti gli incontri – trasferte comprese – della sua squadra e acquistando addirittura un abbonamento “vip” del club. Avrebbe scelto gli stessi hotel dove la ragazza soggiornava e le avrebbe offerto mazzi di fiori e inviti a cena, oltre a richieste di incontri sessuali (senza considerare poi messaggi e appostamenti continui). «Ti amo Ale, ti voglio, ti desidero, ti pretendo, insegnami ad amarti», le scriveva su Facebook. Messaggi a cui Orro non ha mai risposto. Una volta, tra l’altro, l’aveva seguita in Turchia durante una trasferta della squadra. Nonostante il primo arresto e la condanna del tribunale di Busto Arsizio, Persico ha continuato a perseguitarla, fino all’arresto di ieri 10 aprile.


Foto in copertina da FACEBOOK/ALESSIA ORRO

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