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Cosa succede se Finlandia e Svezia entrano nella Nato: «La Russia scatenerà una guerra ibrida»

Il politologo Bremmer: l’adesione di Helsinki e Stoccolma è una sconfitta per Putin. Che potrebbe reagire presto

Il politologo Ian Bremmer spiega oggi in un’intervista rilasciata a La Stampa che l’entrata di Svezia e Finlandia nella Nato è una sconfitta per Vladimir Putin, che aveva scatenato l’invasione dell’Ucraina proprio per fermare un’adesione all’Alleanza Atlantica in realtà mai avviata. Ma il conflitto con la Russia adesso potrebbe espandersi ulteriormente: «La Russia aumenterà la sua presenza militare, moltiplicherà le esercitazioni, darà sfoggio di maggior forza, investirà nello spionaggio soprattutto nei Paesi confinanti. Sono tutti elementi che contribuiscono ad alzare il livello di rischio. Un incidente può sempre capitare, uno sconfinamento navale o un intercetto aereo». Ma ci sono altre modalità che Mosca potrebbe mettere in campo: «La guerra ibrida – dai cyberattacchi alla disinformazione – specialmente contro Finlandia e Svezia. Ma anche diretta verso altri Paesi della Nato. È un terreno sul quale i russi si muovono da tempo e mi aspetto un’escalation. E poi attenzione alle proxy war, le guerre per procura. Mosca potrebbe installare basi nell’emisfero occidentale, in Venezuela o a Cuba».


Ma intanto l’economia russa si sta indebolendo: «Le sanzioni stanno mordendo e l’isolamento di Mosca dall’Occidente aumenta di settimana in settimana. Tuttavia, anche se ha caratteristiche diverse, ci sono degli aspetti che rendono questa nuova Guerra fredda più destabilizzante sono principalmente connessi alla guerra ibrida». Per Bremmer «la rimozione della Russia dall’Occidente è permanente. Quando Biden accusa Putin di crimini contro l’umanità e di genocidio, non siamo più nelle condizioni di dire che si tornerà al business as usual. Siamo in una nuova dimensione. E lo ripeto: permanente».


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