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Moskva, il bilancio del Cremlino sull’incrociatore affondato: un morto, 27 dispersi e 396 sopravvissuti

Kiev e Mosca hanno sempre dato versioni diverse sulla dinamica dell’affondamento

La Russia ha pubblicato il suo bilancio ufficiale sulle vittime del Moskva, l’incrociatore russo che il 14 aprile è affondato nel Mar Nero. I numeri sono stati pubblicati dall’agenzia di stampa Interfax: secondo il Cremlino, di tutto l’equipaggio sarebbe morto solo un soldato. Altri 27 marinai invece sarebbero dispersi. 396 persone si sarebbero salvate. Nei giorni scorsi Mosca aveva già ammesso la presenza di una vittima. Il 18 aprile il quotidiano britannico The Guardian aveva pubblicato la testimonianza di Yulia Tsyvova, madre di uno dei marinai presenti sulla nave. Tsyvova ha rivelato al giornale che il Cremlino l’aveva chiamata per comunicarle la morte del figlio Andrei, un militare di leva di 19 anni. Sui social però sarebbero diverse le richieste di informazioni pubblicate dai parenti dei marinai imbarcati sul Moskva.


Le differenti versioni di Mosca e Kiev

Negli ultimi giorni le versioni fornite da Russia e Ucraina sull’affondamento del Moskva sono sempre state diverse: per la Russia si è trattato di un incidente, dovuto a un’esplosione nel deposito delle munizioni. Per l’Ucraina l’affondamento della nave ammiraglia delle flotta del Mar Nero è stato causato da una serie di missili Neptune, armi molto sofisticate in mano all’esercito. Oggi Kiev ha anche registrato il relitto dell’incrociatore russo Moskva come «sito nazionale del patrimonio culturale sottomarino». A riferire la notizia è Illia Ponomarenko del Kyiv Independent. Nei giorni scorsi sono state diffuse sui social diverse foto che molti analisti hanno ricondotto all’incrociatore.


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