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Incrociatore Moskva: cosa sappiamo delle foto e del video della nave in fiamme diffusi su Twitter

Al momento non esistono conferme ufficiali della veridicità delle immagini. Cosa dicono gli analisti

La terza nave più grande della flotta russa. L’ammiraglia del Mar Nero ma anche una delle navi al lavoro da più tempo. Il Moskva è entrato in servizio nel 1983 e il generale Vincenzo Camporini non ha avuto problemi a definirlo un «ferro vecchio». Sulla nave, lunga 186 metri, erano imbarcati 510 uomini. Il 14 aprile il ministero della Difesa russo ha confermato il suo affondamento nelle acque del Mar Nero. Sui motivi che hanno causato la distruzione della nave ora ci sono due versioni opposte. La prima è quella diffusa dall’esercito ucraino, che ha rivendicato l’affondamento del Moskva come conseguenza di un attaccato avvenuto con una serie di missili Neptune. Queste armi sono di fabbricazione ucraina e sono una versione migliorata del missile da crociera sovietico-russo Kh-35. Possono muoversi con un raggio di 300 km.


Le immagini

Oleg Zhdanov, ex alto ufficiale dell’esercito ucraino ha spiegato a Lorenzo Cremonesi del Corriere della Sera che questi missili viaggiano sul pelo d’acqua e sono impossibili da intercettare per navi da guerra che hanno sistemi obsoleti come la Moskva. Per la Russia la storia è completamente diversa: la nave sarebbe stata danneggiata da un’esplosione in un deposito di munizioni e poi sarebbe affondata mentre veniva trainata in un porto per le riparazioni. Secondo il Cremlino l’intero equipaggio sarebbe stato evacuato in sicurezza. Secondo fonti ucraine riportate dal quotidiano Novaya Gazeta Europe invece circa 40 marinai potrebbero essere stati uccisi, senza contare i molti membri dell’equipaggio dispersi o feriti. Intanto dai social cominciano ad affiorare frammenti che permettono di ricostruire meglio la storia.


Al momento non esiste nessuna foto verificata ufficialmente e in maniera indipendente del Moskva dopo l’incidente. Su Twitter però si trovano immagini che diversi analisti hanno definito come credibili. Lavoro non semplice visto che di immagini false ne sono circolate parecchie, compresa quella del Moskva trainato da un improbabile trattore ibrido in grado di muoversi anche nell’acqua. Il quotidiano The Guardian ha ripreso nel suo live blog video di tre secondi diffuso dal giornalista Alec Luhn, ex corrispondente dalla Russia per la testata britannica. Qui si vede il Moskva inclinato sul lato sinistro, con una colonna di fumo che si alza dal centro dello scafo.

Diversi account hanno pubblicato anche un foto presa da un’altra prospettiva. Qui la colonna di fumo appare meno densa ma le condizioni della nave sembrano esattamente le stesse. Anche in questi casi non ci sono conferme ufficiali ma molti analisti stanno concordando su due punti. Il primo è che la nave ritratta in questa foto è un incrociatore di classe Slava, la stessa della del Moskva. Il secondo è che fino a questo momento non si ha notizia di nessuno di questi incrociatori che sia stato ridotto nelle stesse condizioni.

I post pubblicati dai parenti dei membri dell’equipaggio

La notizia è stata diffusa dalla testata Meduza, ripresa anche dall’Ukrainska Pravda. Alcuni parenti dei membri dell’equipaggio che era a bordo del Moskva hanno pubblicato sui social russo VKontakte post sull’affondamento dell’incrociatore. Secondo queste informazioni, diversi membri dell’equipaggio russo sarebbero scomparsi. Fra queste testimonianze c’è anche quella di Dmytro Shkrebets, padre di Yegor che ha scritto: «Mio figlio, soldato di leva, come mi è stato detto dai comandanti diretti dell’incrociatore Moskva, non è tra i morti e i feriti ed è indicato come disperso: scomparso in mare aperto? Dopo i miei tentativi di chiarire i dettagli dell’incidente, il comandante dell’incrociatore e il suo vice hanno smesso di comunicare con me. Ho chiesto direttamente perché voi ufficiali siete vivi e mio figlio, appena arruolato, è morto?».

Dmytro Shkrebets ha anche spiegato che suo figlio era nell’esercito da meno di un anno: era stato convocato il 2 luglio del 2021 e a bordo del Moskva serviva come cuoco di bordo. Ai suoi contatti ha chiesto di diffondere il suo appello «affinché questa terribile tragedia non venga coperta». Il post è stato rimosso ma l’uomo ha ripubblicato tutto in un altro commento. Nelle ultime ore il quotidiano Novaya Gazeta ha pubblicato anche la testimonianza di una madre di un marinaio imbarcato sulla nave russa che il 15 aprile avrebbe ricevuto la chiamata del figlio: «Mi ha chiamato e piangeva per quello che ha visto. Aveva paura. È chiaro che non tutti sono sopravvissuti. Hanno cercato di spegnere l’incendio da soli dopo che l’incrociatore è stato colpito da tre missili Neptune».

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