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«Ai quiz non c’erano risposte corrette». Bufera sul concorsone di Roma (targato Raggi): domande formulate male

Un concorso senza pace. Già il 25 giugno scorso i candidati erano stati rispediti a casa per una domanda con due risposte uguali

Un disastro, un pasticcio, che costerà caro al comune di Roma e al Formez. Il Concorsone del Campidoglio da 1.512 posti a tempo indeterminato ha sollevato un vero e proprio polverone tra domande formulate male e ambigue. Ad accorgersene sono stati alcuni candidati che hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, vincendolo. Come scrive oggi su Repubblica Roma Lorenzo d’Albergo, nel quiz c’era addirittura una domanda con due risposte corrette su tre e un’altra formulata in modo talmente ambiguo da non poter prevedere alcuna risposta corretta. Per questo il Tar del Lazio ha riammesso i due candidati bocciati. Un precedente che rischia di scatenare un valanga di ricorsi. Un concorsone, quello incriminato, bandito in era Raggi, che fin da subito ha causato non pochi problemi: il 25 giugno scorso, ad esempio, i 1.500 che si erano presentati alla prova di funzionario, presso la Fiera di Roma, sono stati rispediti a casa perché c’era una domanda con due risposte uguali. Incredibile. Ma quali sono gli errori che hanno spinto il Tar del Lazio ad accogliere i ricorsi dei due candidati esclusi dal Concorsone?


Gli errori nei quiz

Il primo errore riguarda la prova per i 100 posti da istruttore di servizi informatici e telematici. Due (su tre) le risposte valide. Il ricorso è stato presentato da un candidato che, secondo i commissari, aveva fornito una risposta sbagliata che, invece, era corretta. Il Consiglio di Stato sul punto è sempre stato chiaro: ogni quiz a risposta multipla deve sempre prevedere una risposta univocamente esatta. Una, non due. Non c’è storia. Il secondo clamoroso errore, invece, riguarda la prova per i 200 posti da istruttore tecnico per costruzioni, ambiente e territorio. In questo caso la domanda è stata ritenuta talmente ambigua da non poter considerare nessuna delle risposte corrette.


La commissione esaminatrice, infatti, non può di certo formulare «domande ambigue o suscettibili di interpretazioni divergenti». Dunque, anche in questo secondo caso, il candidato è stato riammesso per sentenza. Comune e Formez dovranno risarcire entrambi di 1.500 euro. Insomma, i concorsi pubblici in Italia non hanno pace: non bastano i concorsi pilotati e quelli che vanno deserti – come quelli del Sud dove gli idonei scarseggiano e dove si presentano in pochissimi alle prove anche a causa di contratti e stipendi poco appetibili, ndr – ora ci sono anche i quiz sbagliati.

Foto in copertina di repertorio

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