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Embargo petrolio russo sul tavolo del vertice Ue, la presidenza francese: «Stati compatti: gas si paga in euro»

La Commissione Ue e il Consiglio Ue prepareranno delle linee guida precise per informare gli importatori di cosa può e non può essere fatto sotto l’ombrello delle sanzioni, ma sono esclusi i pagamenti in rubli

L’Unione Europea non cederà al ricatto di Putin, e continuerà a pagare il gas russo in euro e non in rubli. «Vi confermo che tutti gli Stati membri hanno detto che si devono mettere in opera le sanzioni e rispettare i contratti, che sono in euro». È quanto dichiarato poco fa da Barbara Pompili, Ministra per la Transizione Ecologica in Francia (per questo semestre alla presidenza Ue) al termine del Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia. A Pompili ha fatto seguito la Commissaria Ue per l’Energia Kadri Simson, che ha comunicato che la Commissione Ue e il Consiglio dell’Unione Europea faranno stileranno presto un quadro informativo che dia delle «linee guida più dettagliate su cosa le imprese possono e non possono fare». Simson ha detto, alla luce dello stop degli approvvigionamenti di gas a Polonia e Bulgaria, che i russi «non sono fornitori affidabili», facendo presente che, proprio per questo, tutti gli Stati membri devono essere preparare dei piani da adottare in caso di una «interruzione totale della fornitura».


Si avvicina anche l’embargo sul petrolio russo

La Germania dice di essere pronta a dire sì a un embargo sul petrolio dalla Russia. «Ovviamente è un carico pesante da sopportare ma siamo pronti a farlo», ha detto il ministro tedesco per gli Affari economici e l’azione climatica Robert Habeck al Consiglio dei ministri dell’Energia a Bruxelles. Con un embargo di questa portata «avremmo un problema locale e ovviamente un aumento dei prezzi e forse le catene di approvvigionamento non sarebbero sicure ma non colpirebbe l’economia nazionale nel suo insieme. Quindi, dopo due mesi di lavoro, posso dire che la Germania non è contraria a un embargo petrolifero alla Russia». Il ministro Habeck ha ricordato che all’inizio della guerra, lo scorso 24 febbraio, la dipendenza della Germania rispetto alle importazioni di petrolio russo era del 35 per cento, ora invece è del 12. Per quanto riguarda l’ipotesi che l’Ungheria possa mettere un veto all’embargo su petrolio o gas russo, ha aggiunto che alcuni Paesi possono aver «bisogno di un po’ più di tempo» ma «tutti sono obbligati ad agire e a non aspettare e vedere, perché la solidarietà con l’Ucraina ora richiede di ridurre rapidamente e drasticamente la dipendenza dalla Russia». In precedenza il governo di Budapest ha fatto sapere: «La posizione ungherese riguardo a qualsiasi embargo su petrolio e gas non è cambiata: non li sosteniamo».


Foto in copertina: Kadri Simson – Commissaria Ue all’Energia|EPA/OLIVIER HOSLET

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