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Pressing su Petrocelli, il grillino filo-Putin resta solo in Commissione Esteri: dimissioni confermate per tutti i senatori (anche quelli del M5s)

Il presidente della Commissione Esteri del Senato ha già annunciato ricorso alla Corte costituzionale contro la sua eventuale revoca. Ma intanto il suo caso si avvicina alla stretta finale

Cresce la pressione sul presidente della commissione Esteri del Senato, il grillino Vito Petrocelli, con le dimissioni confermate di tutti i 20 componenti. A sfilarsi dalla commissione sono stati quattro senatori del M5s, tra cui la vicepresidente Paola Taverna e Alberto Arrola, altri quattro della Lega, compreso Matteo Salvini, tre di Forza Italia e del Partito democratico, oltre a Pier Ferdinando Casini (Autonomie), il renziano Garavini e Adolfo Urso di Fratelli d’Italia. L’iter quindi prevede ora un passaggio del caso in una riunione della conferenza dei capigruppo, per poi passare al vaglio della Giunta del regolamento di palazzo Madama. Da giorni al presidente Petrocelli viene chiesto di dimettersi, dopo le ripetute dichiarazioni filo Putin e le sue posizioni contro la guerra in Ucraina. Il senatore Grillino ha annunciato di voler ricorrere alla Corte costituzionale contro l’imminente decisione di rimuoverlo dalla presidenza della Commissione. Come anticipato da Open, i tempi per una decisione sul destino della presidenza della Commissione Esteri del Senato dovrebbe arrivare al massimo entro la prossima settimana.


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