Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

La linea di Guerini: «Armi anche per neutralizzare le postazioni russe, ci sono anche mortai e missili anticarro»

Il ministro alle commissioni Difesa congiunte di Camera e Senato: «Il Cremlino aumenta gli attacchi in vista del 9 maggio»

Non è possibile mediare con la Russia finché non si fermeranno i bombardamenti. E per questo ha senso appoggiare l’Ucraina anche nell’attacco alle basi russe, per indebolire l’offensiva. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, non fa passi indietro nella relazione alle commissioni Difesa congiunte di Camera e Senato: «Sulla base di quanto indicato dalla legge e in relazione all’evoluzione sul terreno, l’impegno italiano continuerà a supportare l’Ucraina nella sua difesa dall’aggressione russa anche con dispositivi in grado di neutralizzare le postazioni dalle quali la Russia bombarda indiscriminatamente le città e la popolazione civile», ha detto. Il contributo italiano in materiale bellico all’Ucraina , «i cui dettagli tecnici sono stati secretati e sui quali ho informato il Parlamento nel corso di due audizioni al Copasir», riguarda «sistemi controcarro, sistemi di difesa aerea a cortissimo raggio, mortai, munizionamento di artiglieria, sistemi di comunicazione, dispositivi di protezione individuale e kit di sopravvivenza», aggiunge il ministro.


L’impegno in corso, è la specifica, è coerente «con le risoluzioni approvate il 1 marzo ed è coordinato con gli altri Paesi europei e alleati». Lo stato di emergenza approvato, così come i decreti interministeriali, permettono al governo italiano di inviare armi alle autorità governative ucraine nelle tipologie individuate, ha aggiunto il ministro. Come a dire che fatta la scelta non c’è motivo di ipotizzare che si debba tornare in parlamento per riparlarne, come invece nelle scorse settimane hanno chiesto più volte i Cinque stelle e il loro leader Giuseppe Conte.


L’offensiva verso Odessa

La situazione sul campo, del resto, è complessa e «non chiaramente definibile sia nei risultati di breve termine di carattere operativo che negli obiettivi finali»: «Quest’ultimi, infatti – dice sempre Guerini – potrebbero essere rivisti sulla base delle capacità di resistenza dell’Ucraina ovvero ampliati qualora si assistesse ad un suo cedimento, con potenziale espansione dell’occupazione russa sino ad Odessa, per precludere all’Ucraina l’accesso al Mar Nero».

Se il controllo del Sud dell’Ucraina è un obiettivo al momento realistico per il Cremlino, è altrettanto vero che le priorità sono state riviste nel corso del tempo: «La Russia, già oggi, deve prendere atto degli esiti della campagna militare e ripensare la sua postura rispetto alla comunità internazionale per favorire le attività negoziali. Sapendo che non c’è un vero negoziato che possa partire, senza un reale cessate il fuoco, senza che i russi smettano di bombardare».

La data del 9 maggio, anniversario della fine della seconda guerra mondiale e festa nazionale in Russia, è certamente un punto di svolta: «E’ possibile, ed in parte sta già avvenendo, che il conflitto si intensifichi ulteriormente nei prossimi giorni, stante il presumibile obiettivo di conseguire da parte russa risultati tangibili entro la data simbolica del 9 maggio».

Leggi anche: